La scoperta casuale di un tradimento squarcia il velo ed illumina la realtà: uno scambio di ruoli nella vita coniugale: un lui/lei che fa il bucato, indossa sciatti calzini e rimpiange una passata mancata scelta; una lei/lui sensuale e in carriera che ritiene il tradimento con giovani ragazzi l’unico mezzo per far durare ancora nel tempo un rapporto di coppia ormai stanco. Una notte di riflessione in un hotel in cui si materializzano i tanti se, ma, come e perché del passato e del presente che si rincorrono e si sovrappongono … La presa di coscienza di lei e di lui di quanta amarezza e di quanto squallore rispetto alla vita che scorre ed ai sogni di allora …

 

Christophe Honoré è un personaggio geniale ed eclettico che con abilità sconcertante e sempre con successo, è sceneggiatore, scrittore, regista teatrale, drammaturgo, critico e regista cinematografico. Un francese di soli 50 anni di cui in Italia sono purtroppo arrivate solo poche opere. Il film il cui titolo originale è Chambre212 (dovendo tradurlo, abominio per abominio, meglio sarebbe stato allora chiamarlo truffautianamente La Donna che amava gli uomini) è stato presentato all’ultimo Festival di Cannes nella sezione Un certain regard e la protagonista Chiara Mastroianni è stata meritatamente premiata per la migliore interpretazione.

L’opera è una riflessione sulla disgregazione del legame sentimentale sotto l’usura del tempo e del quotidiano, raccontata, però, con singolare originalità, con un tocco di magia surreale e di realismo magico. Una variazione dolce, malinconica e poetica sull’amore e sul disinnamoramento che si sviluppa tutta fra sogno e realtà. Un soggetto intimista ove il realismo si nutre di fantasmi e pensieri che si materializzano in un precario equilibrio fra verità ed artificio sotto il flusso dei ricordi, della fantasia e dei sentimenti. L’intelligenza del regista è stata l’aver scelto la linea della leggerezza, un tono di commedia brillante con tratti poetici per far sorridere senza nulla togliere alla serietà delle riflessioni sul tempo che passa, sulla perennità della coppia e sulle scelte di vita. Un tipo di cinema quello di Honoré che, rendendo omaggio a grandi Registi del passato recente, sa ben indagare nel profondo, un cinema esistenziale rivolto verso un pubblico maturo e che, tra leggerezza e serietà, sa raccontarci però molte Verità.

L’autore, provocatoriamente, gioca nel rovesciare gli stereotipi: ed ecco allora una splendida parigina, libera, determinata, disinibita sposa infedele che ha e vive i suoi desideri fisici, immagine di un cliché femminile che agisce come un cliché maschile, il tutto inserito in un film maliziosamente teatrale con dialoghi deliziosi ed intelligenti cesellati al dettaglio. La messa in scena della vicenda è però ricca di un’inventiva tanto surreale che lo spettatore non indovina mai dove andrà a parare il film e si lascia così trascinare con piacere nella commedia coniugale. L’idea è originale e divertente e la storia è gestita abilmente dal regista che vi instilla continue dosi di magia e poesia. Il tutto è poi sostenuto da un quartetto di attori tutti eccellenti, con una Chiara Mastroianni affascinante e luminosa, mai filmata così bene e che ha qui uno dei suoi migliori ruoli che sa incarnare con una disinvoltura maliziosa, le tiene testa con merito la brava Camille Cotin.

In conclusione abbiamo l’opportunità di vedere una commedia buffa, surreale, intelligente ed infinitamente delicata che pur nella malinconia resta piena di charme ed ironia e che merita più livelli di lettura e di meditazione e sarebbe da vedere e rivedere, uscendone ogni volta intellettualmente arricchiti e, di sicuro, mai delusi.

data di pubblicazione:23/02/2020

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