Libera accattivante esemplificazione della vita di Leonardo da Vinci in una serie TV di produzione internazionale destinata al grande pubblico. Ha debuttato il 23 marzo su Rai 1

 

Ai tanti che a torto o a ragione hanno storto la bocca di fronte alla serie incentrata sulla vita e le opere del grande artista accusandola di poca fedeltà storica, rispondo da umile scriba che di “fiction” trattasi/ trattavasi e come tale va/andava/ fruita.

Dalla scelta del fascinoso protagonista, l’attore irlandese Aidan Turner, un Leonardo ambizioso e permalosetto, alla comprimaria Caterina da Cremona resa credibile da Matilda De Angelis, in un personaggio che quasi certamente non è stato rilevante nella reale vicenda umana di Leonardo ( era, forse, solo una delle tante cortigiane del periodo), dalla trama romanzata alle attente scenografie, tutto è costruito per offrire un godibile spettacolo in tempi di pandemia a un pubblico internazionale. Naturalmente, a onore degli ideatori, Frank Spotnitz e Steve Thompson, va detto che non tutto è inventato, ma non era certo nelle intenzioni degli autori, seguire fedelmente le fonti storiche più accreditate limitandosi ad una rappresentazione del tempo e dei personaggi più noti incontrati da Leonardo nella sua vita. I meno giovani ricorderanno uno sceneggiato del ’71. La Vita di Leonardo da Vinci interpretato da Philippe Leroy nel doppio ruolo di Leonardo giovane e vecchio, ma l’ultimo “Leonardo” da ricordare era quello vestito da Paolo Bonacelli nel dissacrante e divertente, Non ci Resta che Piangere. Se confrontato poi con, Il Codice da Vinci, completamente privo di ogni verità storica, questo Leonardo, ripeto, seppure con molta fantasia e omaggi allo stile seriale ha alcune frecce al suo arco e si fa seguire con interesse. L’aria che si respira è la stessa dei, Medici( non a caso la stessa produzione Lux Vide più Rai), dietro ci sono 1900 ore di lavorazione, 3000 comparse, 2500 costumi, un significativo cast di attori italiani e stranieri, fra cui Giancarlo Giannini (Andrea del Verrocchio), Freddie Highmore (Stefano Giraldi) e i già citati protagonisti Aidan Turner e Matilda De Angelis, sempre più avviata ad una folgorante carriera da star internazionale. Sia Firenze che Milano sono state fedelmente ricostruite in studio ma appaiono credibili come suggestive sono le rappresentazioni dei momenti creativi e delle opere del genio del Rinascimento. Aggiungete una regia mai eccessiva (Dan Percival ex documentarista della BBC, pluri premiato), una trama “gialla” col nostro accusato ingiustamente di omicidio, qualche accenno alle sue perplessità sessuali, l’esistenza di un pargolo di dubbia paternità ed ecco che la miscela è perfettamente resa anche in vista di una seconda inevitabile stagione. Se della trama poco vi ho detto è per non togliervi il gusto di sintonizzarVi su Rai play per seguire tutti gli episodi. Per le verità storiche vi rimando a una biografia dello storico Charles Nicholl. Giudizio finale: potabile!

data di pubblicazione:26/04/2021

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