LASCIATI ANDARE di Francesco Amato, 2017

Di : T. Pica

17 Apr 2017 | Accredito Cinema, Novità

Roma, quartiere dell’antico ghetto ebraico di fronte alla pittoresca Isola Tiberina: prendete una coppia, Elia (Toni Servillo) e Giovanna (Carla Signoris) – entrambi psicanalisti legalmente ancora sposati ma separati di fatto -, lui fascinoso burbero dallo spiccato senso di parsimonia e un po’ sovrappeso, lei cinquantenne elegante, femminile, amante dell’arte e altruista, che abitano in due appartamenti adiacenti ricavati dalla ex casa coniugale; aggiungete poi una personal trainer spagnola come Claudia (Veronica Echegui), sexy e frizzante, “fitness dipendente” dalla vita incasinata, ed Ettore (Luca Marinelli) nei panni di un delinquente galeotto, tutto tatuaggi, che, durante le ore di permesso per buona condotta, vorrebbe ritrovare attraverso la tecnica terapeutica dell’ipnosi il nascondiglio delle refurtiva della sua ultima rapina, ed ecco che la sceneggiatura per una commedia a tratti romantica, a tratti rocambolesco noir  rievocativa delle atmosfere di Woody Allen o Billy Wilder è pronta.

Lasciati Andare di Francesco Amato racconta il legame inscindibile tra la mente e l’anima, da una parte, e il corpo, dall’altra, e come le due sfere influiscano l’una sull’altra ove trascurate, attraverso le storie di due protagonisti agli antipodi: lo psicanalista Elia e la personal trainer Claudia. Il primo, focalizzandosi solo sullo studio e la “cura” della mente più per lavoro che per reale interesse umanistico scientifico, ha finito per essere schiacciato dalla pigrizia e da una sorta di apatia e insofferenza per il prossimo, a cominciare dai suoi pazienti e dai frequentatori della Sinagoga. Lei, invece, improntando la sua vita sul culto del corpo e della bellezza fisica non ha studiato, trascura il dialogo disinteressato tra due “menti” e ormai da anni incappa in una serie di relazioni con uomini egoisti e cialtroni che la mettono in una serie di guai. Qualcosa però li accomuna: entrambi fanno un lavoro che serve a ristrutturare le persone – l’uno intervenendo sulla mente e l’io nascosto, l’altra lavorando sull’aspetto esteriore del corpo -, ed entrambi stanno vivendo il disagio del proprio fallimento, rispettivamente, come psicanalista e come insegnante di fitness. Claudia non riesce a ingranare con il suo lavoro, si fida di uomini che la lasciano fossilizzata nello stereotipo della disgraziata poco di buono, e non riesce a condurre una vita equilibrata e sana con sua figlia Maria – che di fatto viene educata dalla coinquilina Paola (Valentina Carnelutti) -. Elia prigioniero del proprio egoismo eccentrico e della tirchieria, si addormenta mentre i pazienti gli parlano di se stessi, ha sempre dato per scontato che sua moglie sarebbe rimasta accanto a lui (anche e soprattutto come una sorta di colf) anche da separati di fatto (senza essere ricorsi ad un avvocato appunto per risparmiare, o forse no), ed ora è del tutto impreparato a gestire e impedire l’allontanamento di Giovanna coinvolta dalla relazione con un misterioso uomo probabilmente più giovane e aitante di lui. Ecco che l’incontro tra Elia e Claudia diviene per entrambi una terapia d’urto che li porterà a riprendere le redini della propria vita partendo da un apparente scontro di mondi opposti che li condurrà, guardando l’uno negli occhi e nell’anima dell’altra, a lasciarsi andare verso la riconquista della felicità e della gioia di amare. Irresistibile Luca Marinelli, nel ruolo del maldestro e credulone galeotto Ettore, che già aveva recitato insieme a Toni Servillo in La Grande Bellezza, e che qui conferisce al film quei toni polizieschi ed esilaranti che rimandano ad uno dei suoi personaggi – per ora – più celebri come Lo Zingaro di Lo chiamavano Jeeg Robot. Perfetta nel suo personaggio di donna elegante, innamorata e sarcastica Carla Signoris e impeccabile nel suo cameo Giacomo del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Finalmente una commedia con la “C” maiuscola, classica e dalla sceneggiatura originale che, grazie alla bravura dell’intero cast, scorre con un buon ritmo tra spassose battute sagaci, scene esilaranti (come quella in cui Elia è in videoconferenza da casa con un gruppo di psicologi riuniti a Parigi) e gli inseguimenti a tinte gialle in alcuni angoli tra i più suggestivi – e solitamente tranquilli – del cuore di Roma Sparita. Da vedere!

data di pubblicazione:17/04/2017

[sc:voto3]

1 commento

  1. In questa esilarante commedia all’italiana, Tony Servillo, veste i panni di uno psicanalista vecchio stampo, burbero e scostante che non si interessa delle vite e delle problematiche degli altri, tanto meno di quelle dei suoi pazienti , ripiegato com’è su stesso ed i propri problemi relazionali. Sarà l’incontro fortuito con una giovane donna spagnola, una personal trainer, a cui deve ricorrere per problemi di salute, che pur essendo socialmente e caratterialmente agli antipodi con il protagonista, riuscirà ad operare in lui un vero cambiamento che lo porterà a sorridere , a ridere di sé e a rivedere e considerare tutto ciò che gli sta intorno in modo diverso. Brillantemente condotto e interpretato , il film trasmette una ventata di leggerezza ed allegria. Bravi tutti.

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