L’Informazione è Potere, i Documenti sono Informazione ed i documenti sono negli Archivi, in questi ultimi si accumula quindi la base del Potere

Napoleone all’apice della sua gloria conquistava l’Europa e poneva le basi di un ordine nuovo continentale. Tra i progetti grandiosi ed anticipatori della modernità prendeva forma l’idea di trasferire a Parigi gli archivi più importanti dei paesi annessi e di quelli sotto diretta influenza francese. L’idea era quella di un “Archivio del Mondo”, testimonianza per l’Umanità intera di tutte le documentazioni e memorie della Civiltà. Archivio da situarsi a Parigi, oramai centro della Storia Universale: la Storia vissuta e la Storia documentata, una vera capitale del Mondo.

Un’idea grandiosa che nella realtà si basava su una gigantesca operazione di confisca, manu militari o, senza andare tanto per il sottile con la forza della potenza egemone, dei tanti archivi accumulati nei secoli di città, principati, regni, stati e conventi, che fu ideata ed avviata nel 1809 con un’ampia mobilitazione organizzativa di studiosi francesi e non, di diplomatici, di contatti, di persuasioni, di pressioni, di violenze ed anche di resistenze passive e dilatorie o perfino di rifiuti, nonché di operai, di militari, e poi di analisti ed archivisti. Un grandioso sogno imperiale ma al tempo stesso una necessità per una Potenza ed una nascente dinastia che aveva bisogno di trovare, raccogliere ed accumulare e consolidare radici storiche e legittimazione davanti agli Stati, agli uomini di cultura ed alla Storia.

Chi possiede i documenti della Storia, possiede e può manipolare infatti il passato, il presente e controllare anche il futuro. Così era sempre stato dall’alba della Civiltà, così era per Napoleone. Da sempre fra le prede belliche, oltre alle opere d’arte, c’erano anche gli atti ed i documenti degli sconfitti per il loro valore sia simbolico sia concreto. Il crollo delle ambizioni del “piccolo Corso” fecero però svanire il progetto dopo poco più di un lustro e con la Restaurazione le centinaia di migliaia di documenti requisiti ritornarono agli antichi possessori, o meglio, ai nuovi Stati emersi dopo il Congresso di Vienna e poi, sul finire del secolo, alle Nazioni che sulla Storia, spesso manipolandola, cercavano o fondavano le proprie identità nazionali costitutive.

Oggi, nel nostro mondo globalizzato, interconnesso e digitalizzato, l’attento studio e ricostruzione operato dalla Donato (Directrice de recherche all’Istituto di Storia Moderna e Contemporanea di Parigi) può far pensare ad una ricerca su curiosità di un passato remotissimo. Nulla di più errato! Nulla è cambiato se non gli strumenti del Potere, ieri era importante possedere le pergamene ed i documenti cartacei, oggi e domani sarà importante possedere le informazioni, custodirle, usarle per orientare le opinioni pubbliche, evitare le manipolazioni e, semmai manipolare le altrui informazioni. Governare significa detenere i dati, le conoscenze e la narrazione dei fatti. Il controllo è ancora strategico per democrazie e per dittature e… le recenti vicende sul Covid19: le origini, i numeri, le analisi lo stanno a testimoniare in tutta la loro drammaticità.

La Donato è brava ed accurata nelle ricerche e ricostruzione dei fatti, scrive con stile brillante e prosa sciolta e scorrevole e riesce a rendere avvincente come un romanzo l’avventura colossale ed utopistica, le forzature, le resistenze, le ambizioni individuali e collettive, i sogni e le logiche scientifiche, civilizzatrici ed innovatrici sottostanti il progetto, la sua attuazione logistica ed il suo fallimento, riuscendo ad appassionare anche i “non addetti ai lavori” su un tema di fondo nient’affatto remoto e che, come detto, è invece ancora attualissimo ed in grado di condizionare tuttora le sfide e la realtà di oggi.

data di pubblicazione:14/06/2020

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