Ci sono alcuni spettacoli che catturano immediatamente, si imprimono nella mente, arricchiscono il vocabolario, si ricordano nel tempo. A tale speciale categoria appartiene May B di Maguy Marin, una delle figure storiche del teatrodanza francese. Al Roma Europa Festival la Compagnie Maguy Marin ritorna con lo spettacolo icona della coreografa franco-spagnola, ispirato all’opera dello scrittore e drammaturgo Samuel Beckett, che racconta la desolazione della condizione umana attraverso i versi e la gestualità di dieci personaggi in un continuo divenire. Nel repertorio della compagnia oramai da 35 anni, May B è stato rappresentato più di 700 volte in 5 continenti.

Nata a Tolosa da genitori spagnoli fuggiti dalla Spagna di Francisco Franco, studia danza classica, entra nella scuola Mudra e poi nella compagnia di Maurice Béjart per fondare poi una propria compagnia. Maguy Marin è stata definita la “pasionaria” della danza per aver sempre utilizzato la sua notorietà per operare nel sociale e aprire discussioni importanti su tematiche come: i senza tetto, i rifugiati, gli esclusi, dando vita in modo intelligente ed efficace a personaggi nei quali puntualmente ritrovarsi. Il risultato è certamente potente, ironico, toccante ma anche feroce; la danza è contaminata da una teatralità forte ed esasperata, lirica e cruda allo stesso tempo. Sulle musiche di Franz Schubert e Gavin Bryars, in uno spazio polveroso e nudo, dieci migranti iniziano un cammino iniziatico, fosco e violento, dialogano, si incontrano e si scontrano, si cercano e si respingono, si assemblano e si separano senza pace, condividendo situazioni ed emozioni, in un viaggio fuori dal tempo ma assolutamente contemporaneo.

Tragica ed ironica, la metafora degli emarginati senza tempo regala emozioni e riflessioni, in un coinvolgimento forte e profondo. Da vedere assolutamente.

data di pubblicazione 01/10/2015

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