1939, Contea di Suffolk, Inghilterra Orientale, una ricca vedova cardiopatica (Carey Mulligan) intende fare degli scavi sotto dei piccoli rilievi nelle sue proprietà ed ingaggia un archeologo dilettante (Ralph Fiennes) che opera lontano dall’establishment ufficiale. Emergerà un tesoro archeologico del VII sec. che cambierà la Storia come allora conosciuta e sarà anche occasione per riflettere su …

 

In attesa che con la diffusione dei vaccini antiCovid si possa tornare nuovamente nelle sale cinematografiche, ecco, grazie a Netflix, una buona occasione per restare in contatto con il Cinema Vero. Un buon film di genere, un “film di una volta”, semplice, semplice ma che cattura, per profondità ed intensità, gli spettatori. Ovviamente non quelli che cercano solo azione, adrenalina e ritmi veloci. Se siete fra questi ultimi evitatelo, vi annoierete!

Il lavoro del giovane e talentuoso regista australiano Simon Stone (ispirato da un avvenimento reale ed adattato da un romanzo di successo del 2007) è, in effetti, un lavoro perfettamente British fatto di atmosfere e di ambientazioni, assolutamente classico per forma, contenuti e ritmi narrativi e recitativi. Il ritmo è anzi scientemente pacato e lento, voluto e ricercato quasi fosse un sottotesto rispetto agli avvenimenti narrati, perché è come una riflessione sul senso della vita dei protagonisti davanti al senso della scoperta archeologica: la fragilità della Storia davanti alla fragilità effimera dei Sentimenti che non si ha la forza di confessare ed accettare. Una metafora filosofica sul potere del Tempo su ciò che scompare e su ciò che resta. Il Tempo e la Storia quali testimoni del vivere umano.

Di che film stiamo parlando? Di un noioso mélo inglese? o, di una commovente allegoria sulla morte e la vita? Pur se diametralmente opposti fra loro stiamo parlando di entrambi. Infatti la prima parte (forse fin troppo ridondante) è tutta centrata sulle ricerche archeologiche, sulle figure dei due protagonisti e sul possibile idillio fra i due cuori solitari; la seconda parte, al contrario, evita il vicolo cieco verso cui sembrava incamminarsi e si anima di vivacità grazie a personaggi collaterali che fanno emergere il vero tema metafisico del film, per l’appunto: il Tempo che passa e ciò che sopravvive al Tempo. Il tutto è ben raccontato con poesia, delicatezza e gentilezza in un contesto quasi fuori del reale, quasi onirico, con lo spettro della II Guerra Mondiale sullo sfondo. Una bellezza visuale (certe riprese ricordano Terrence Malik) ed una messa in scena efficace in un insieme leggermente romantico che però non scivola mai nello sdolcinato.

Al centro ed a sostegno del film sono le eccellenti interpretazioni attoriali di Ralph Fiennes e della smagliante e sempre più brava ed incisiva Carey Mulligan che danno profondità ed umanità ai personaggi da loro incarnati giocando tutto su intensità ed interiorità della recitazione. Alla coppia di protagonisti si aggiunge poi l’affascinante Lily James con tutto il suo slancio vitale ed il suo talento.

La Nave Sepolta potrà forse apparire semplice e convenzionale agli spettatori più sofisticati, ma, in questi tempi assai grami per il cinema, è un film che si fa apprezzare proprio perché semplice, bello, ben fatto e teneramente melanconico come ormai non se ne vedono quasi più!

data di pubblicazione:07/02/2021


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