Un’insolita, livida e periferica Los Angeles, una società di trasporti valori i cui furgoni vengono rapinati, un uomo enigmatico (Jason Statham) che si fa assumere come vigilante ma che è molto di più di ciò che vuole apparire, una rapina audacissima ed una vendetta …

 

Guy Ritchie, sceneggiatore e regista britannico, noto ai più per essere stato anche marito di Madonna, ha avuto una carriera molto altalenante. Dopo un inizio esaltante ed autoriale, alla fine degli anni ’90, ha subito poi una serie di pesanti batoste al botteghino per riprendere a risalire lentamente la china con i due Sherlock Holmes (2009 e 2011) e recuperare infine posizioni e successo con il buono ed ironico The Gentlemen (2019).

Con questo nuovo lavoro, ispirato ad un film francese del 2004, l’autore ritorna ancora una volta al suo genere preferito: storie di malavita e di rapine, destrutturandole ed aggiungendovi anche tutti gli elementi del Thriller e del Revenge Movie. Dalla mescolanza di tutte queste varie componenti esce un prodotto tutt’altro che banale che, sullo sfondo di una Los Angeles insolitamente fredda, cupa e monocolore, ci restituisce una perfetta atmosfera di noir e di poliziesco. Quasi un film che viene da un’altra epoca, da un mondo di “B Movied’antan! Un film d’azione all’antica, brutale, cinico, duro ed amorale ma molto ben fatto.

Il regista mette infatti in sordina il suo humour britannico e, con un esercizio di sobrietà ed in modo meno estroso del suo solito, si mette tutto al servizio della sua storia (una storia più che classica e già vista), per darci un film programmatico d’azione, ben ritmato ed efficace. Un film brillantemente realizzato grazie ad una regia ed una messa in scena abilissima che non ha mai bisogno di ricorrere ad effetti speciali inutili. Ritchie gioca come sempre con i tempi narrativi ritagliando la vicenda in più capitoli proposti in ordine sparso con l’intento di sconcertare lo spettatore ed accrescere l’intensità drammatica della narrazione. La forza della pellicola è senza dubbio proprio nel modo con cui i vari pezzi del puzzle si ricombinano poi coerentemente. L’autore ha infatti un gran talento nel montaggio oltre che nel ritmo e nella qualità delle inquadrature. La fotografia poi è altrettanto degna di nota per come contribuisce allo sviluppo narrativo trasmettendo tutta la cupezza del contesto e dei personaggi.

Il protagonista Jason Statham è un’icona di cui i Critici dicono che “ha un’espressione in meno di quelle di Clint Eastwood giovane”, che qui però, grazie alla personalità ed alle capacità del regista, mette in mostra un insolito talento riuscendo a ben rendere con la sua inespressività granitica tutta la furia fredda ed il dolore interno del personaggio. Attorno a lui un ottimo stuolo di caratteristi tutti giusti e bravi nei rispettivi ruoli, da segnalare un cameo di Andy Garcia e poi Scott Eastwood (sì proprio il figlio di Clint) in un promettente ruolo di cattivo che gli calza come un guanto.

La Furia di un Uomo è dunque un film d’azione d’autore, filmato con eleganza e stile che diviene particolare grazie ad un montaggio sapiente. Un prodotto perfettamente calibrato, ben orchestrato ed efficace che delizierà i fans dei polar. A mio parere il film avrebbe ancor più guadagnato se Guy Ritchie avesse osato appropriarsi totalmente della storia e si fosse allontanato dai sicuri sentieri battuti e gli avesse regalato uno sviluppo ed un finale meno convenzionali.

data di pubblicazione:12/01/2022


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