Come il fratello Isaac Bashevis Singer vincitore del Nobel per la Letteratura nel 1978, anche Israel Joshua Singer è stato un grande scrittore, peccato che sia morto nel 1944 un anno dopo la pubblicazione del suo libro ed a soli 51 anni! Anche lui è stato prima giornalista e poi romanziere ed anche lui ha scritto prevalentemente in yiddish storie e vicende ispirate alla vita degli ebrei originari dell’Europa dell’Est. Ogni fratello ha saputo rendere magistralmente, a modo proprio, la personalissima testimonianza letteraria delle esperienze antiche e profonde che si portavano dentro i propri animi; per Isac Bashevis l’opportunità è stata La Famiglia Moskat ed il mondo ebraico-polacco, per Israel Joshua c’è stata invece La Famiglia Karnowsky.

Un grande affresco familiare di rara finezza e profondità, ricco e coinvolgente che si legge velocemente e con piacere grazie ad un sottile velo di distacco ironico e ad una scrittura fluida, bella e semplice, a tratti asciutta e severa, che rende sempre viva e vivida la storia narrata. Un romanzo corale che segue il destino di 3 generazioni di una stessa famiglia ebrea dalla metà dell’800 al 1940. Dalla Polonia fino agli ambienti ebraici berlinesi perfettamente assimilati nella cultura tedesca, fino poi alla fuga negli Stati Uniti al sorgere delle prime discriminazioni e persecuzioni razziali con l’affermarsi del nazismo dopo il 1933, per finire con il difficile reinserimento a New York.

Un romanzo corposo e robusto, realista e profondamente umano, una saga che va ben al di là di una mera narrazione letteraria per divenire, in effetti, una documentazione autentica di una società e di una umanità composita osservata, con sguardo imperturbabile da Singer, con le sue luci e le sue ombre, con dei personaggi realmente autentici visti nei loro pregi e nei loro difetti. Il tutto inserito in un contesto che lo scrittore rende in modo così vivo e vivace che sembra spesso di poter udire i rumori e le voci di quelle vie e di quelle piazze. Un racconto in cui si intrecciano abilmente la vita quotidiana della Famiglia Karnowsky e … la Storia. Ancora una volta, in modo mirabile, la piccola storia familiare si incrocia con la Grande Storia. Uomini e donne dalla complessa personalità, credenti e non, famiglie miste, commercianti, medici, intellettuali, idealisti e pragmatici … tutto ciò che caratterizza una collettività variegata per origini e credo religiosi in un contesto dietro al quale, in filigrana, con tocchi brevi ed incisivi, appaiono la Germania Guglielmina, la Berlino ricca e borghese, la prima Guerra Mondiale, la Repubblica di Weimar, la crisi economica, l’iperinflazione, le avanguardie culturali e la marea montante del nazionalsocialismo. Un piccolo mondo in un grande mondo ove si cerca di “…essere ebrei in casa e tedeschi in città …” in un percorso di assimilazione culturale tentando di confondersi nella massa e di riuscire, nel contempo, a salvare le proprie tradizioni ed identità.

Lo scrittore osserva gli eventi storici sempre solo attraverso gli occhi e le emozioni dei protagonisti. Ciò che conta non sono infatti gli avvenimenti in sé e per sé, ma, piuttosto, il modo con cui essi vengono vissuti, il che li rende poi ancor più reali agli occhi del lettore stesso.

Sotto l’apparente dolcezza e piacevolezza della sua scrittura chiara e precisa e del suo distacco ironico ed emotivo che accentua ancor più la gradevolezza del racconto, in realtà I. J. Singer intendeva regalarci, e in effetti ci regala, una testimonianza umana e letteraria di eccezionale intensità sul complesso destino del suo popolo, in un momento in cui ancora nulla si poteva conoscere dei terribili drammi portati dalla Guerra e dalla follia nazista.

data di pubblicazione:25/05/2021

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