Anna (Amy Adams) è una psicologa che soffre di agorafobia e vive separata dal marito e dalla figlia a causa delle sue nevrosi. Reclusa di fatto nel suo vasto appartamento a New York, guarda annoiata dalla finestra i suoi vicini ed assiste ad un omicidio. Difficile sapere se ciò che ha visto sia realtà o sia piuttosto il frutto delle sue paranoie, agevolate anche dal suo eccessivo amore per il vino! …

 

Dopo varie vicissitudini realizzative/produttive e difficoltà legate non solo alla pandemia ma anche alle reazioni delle prime “proiezioni test”, La donna alla finestra un film con un cast a 5 stelle lungamente atteso dagli appassionati del genere thriller non uscirà in sala ma ha trovato ospitalità alla fine solo su Netflix. Valeva la pena di tanta attesa? Catastrofe o sorpresa?

Il libro da cui la pellicola è tratta faceva apertamente riferimento per situazioni ed atmosfere al capolavoro di Hitchcock: La finestra sul cortile. Joe Wright, più che apprezzato regista britannico (L’ora più buia 2017) si allinea quindi, fin da subito, in tutto e per tutto, allo stile ed ai ritmi hitchcockiani, anzi, ancor più, arricchisce le situazioni con un’infinità di dettagli, citazioni e rimandi cinefili di film noir degli anni ’40 per accrescere le sensazioni ansiogene e di oppressione. Così facendo il regista centra l’occhio dello spettatore sulla sua eroina e lo porta a vedere con gli occhi di lei e quindi a credere, dubitare ed entrare in tensione con lei e come lei. Un montaggio dinamico e serratissimo che impegna molto l’attenzione, un gioco di colori e di effetti sonori rendono ed accentuano poi, di volta in volta, le atmosfere di malessere, di angoscia, di incertezza che incombono nell’ambiente chiuso dell’appartamento. Ne emerge il ritratto di una donna costretta fra allucinazioni e realtà in un turbinio visuale a tratti anche delirante. Abile regia indubbiamente, ma soprattutto un’intensa interpretazione da parte di Amy Adams che conferma, una volta di più, tutta la sua bravura. Il film è tutto sulle sue spalle, anche se le danno una buona mano dei coprotagonisti di supporto del calibro di Gary Oldman e Julianne Moore.

Si potrebbe allora dire: buon regista, buona protagonista e buoni attori … ciò non di meno le traversie realizzatrici si sentono e si vedono tutte: poca logicità della storia, poca coerenza e continuo alto rischio di precipitare da un thriller classico ad un filmaccio ad effetti paranormali di serie B! La prima parte, il ritratto psicologico di una donna alla deriva sembra infatti reggere ed anche promettere bene, poi però la sovrabbondanza visiva diventa un mero estetismo, un esercizio di stile, un’effervescenza eccessiva che maschera in realtà una sceneggiatura con delle notevoli carenze ed un intrigo molto, molto flebile che talora sfiora quasi il banale se non addirittura il caricaturale. Peccato! Veramente peccato!

Ne risulta quindi un film che solleva parecchi dubbi, un film che ha parecchi difetti e che, al tempo stesso, è anche a tratti ammaliante come pure stancante. Un film cui non bastano una buona regia ed un’ottima interpretazione, perché privo di sincerità e schiacciato da una debolissima sceneggiatura. Un film sull’orlo di un pasticciaccio, che farà discutere e … si capisce bene allora perché non abbia avuto una distribuzione nelle sale e sui grandi schermi! Non valeva la pena di tanta attesa! Peccato!

data di pubblicazione:16/05/2021


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