Sandy Kominsky (Michael Douglas)mancato grande attore hollywoodiano riconvertitosi da tempo in insegnante di recitazione per giovani aspiranti attori, si barcamena da tempo, con notevole dose di autoironia, fra disillusioni ed ansie legate all’età. Questa volta, scomparso il suo affermato agente e migliore amico Norman (Alan Arkin), il nostro Sandy è costretto ad assumere nuovi ruoli ed affrontare da solo nuove responsabilità rientrando anche in contatto, complice il matrimonio della figlia, con la sua ex moglie Ros (Katleen Turner) …

Succede ormai spesso nelle Serie Fortunate: le prime due stagioni sono ottime, poi, purtroppo le successive, pur tanto promosse ed attese fra i fans, ineluttabilmente non mantengono gli alti livelli e … alla fine … resta solo quel gusto un po’ amaro, di aspettative un po’ disattese!

E’ il caso anche dell’attesissima Terza Stagione de Il Metodo Kominsky del maestro delle sit com Chuck Lorre, appena andato in onda su Netflix. Perché? Perché è venuto a mancare un coprotagonista del calibro di Alan Arkin che nelle prime due stagioni aveva fatto veramente scintille in splendida, caustica, brillante complicità con Michael Douglas. Con la sua scomparsa viene infatti a mancare quel gioco sottile di ironia, di dialoghi, di contrappunti pungenti e di situazioni paradossali che la sceneggiatura aveva abilmente saputo costruire sui due personaggi di “giovani scapestrati anziani”, sui talenti recitativi ed interpretativi della splendida coppia Arkin/Douglas.

Comunque sia e con molta furbizia e consapevolezza degli autori, l’ombra dello scomparso Norman/Arkin si proietta egualmente su tutta la Terza Stagione, anche se il posto del vecchio amico viene in qualche modo preso da Katleen Turner (irriconoscibile!!Ahinoi quanto lontani gli splendori di Brivido Caldo 1981 o di All’inseguimento della pietra verde 1984) riproponendo con palesi ammiccamenti e riferimenti ai loro film passati, i vecchi e collaudati giochi di coppia dei due talentuosi attori.

I dialoghi sono sempre ben costruiti, quasi col cesello, caustici, cinici, ironici, brillanti ed a ritmo continuo. Gli altri protagonisti sono altrettanto bravi e giusti, come sempre nei film americani, un casting veramente perfetto in tutti i ruoli anche quelli più marginali, divertente ed autoironico poi il cameo di Morgan Freeman.

I nuovi sei episodi sono concentratissimi, solo 27 minuti ciascuno! Non si mena il can per l’aia e vanno quindi subito all’essenziale! con un ritmo, uno script ed un montaggio veramente incalzante e sostenuto, con uno humour talvolta nero ma pur sempre, alla fine, gradevole. Forse, rispetto alle precedenti due stagioni sono un po’ troppo sottolineati gli accenti drammatici e c’è qualche cliché di troppo, quasi come se l’iniziale verve creativa e pungente si fosse stancata, appannata e intristita! Comunque sia, pur con queste pecche, questa Terza Stagione resta ancora uno spettacolo piacevole e godibile frutto evidente di un’elevata professionalità collettiva, e pur sempre fra le cose migliori vedibili nello scenario un bel po’ deludente delle offerte attuali.

Il Metodo Kominsky continua a funzionare! funziona!

data di pubblicazione:10/06/2021

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