Il curioso caso di Benjamin Button è un film che fa riflettere e sognare al tempo stesso, perché riesce

a mettere a paragone il tranquillo svolgersi di una vita straordinaria con la normale straordinarietà delle nostre vite grazie alla figura di Benjamin, che vive a ritroso per novant’anni la propria esistenza, nascendo anziano e morendo neonato. Liberamente tratto da un breve racconto di Francis Scott Fitzgerald, a sua volta ispirato dalla citazione di Mark Twain la vita sarebbe infinitamente più felice se solo potessimo nascere a 80 anni e gradualmente raggiungere i 18, il film di David Fincher ha come tema principale l’amore per la vita e l’inscindibile legame che essa ha con la morte. Il “vecchio” Benjamin (un insolito e bravo Brad Pitt), vive serenamente la sua singolare fisicità, riuscendo con l’esperienza di un anziano e l’entusiasmo di un giovane a gustare a pieno ogni sfumatura della sua vita, sino all’incontro con Daisy (Cate Blanchett) l’amore dalla A maiuscola, descritto dal regista come un momento perfetto, un vero e proprio attimo fuggente in cui si incontrano la consapevolezza di lui di avere davanti a sé il fatto di regredire all’infanzia e di lei di dover accettare di invecchiare senza poterlo avere al suo fianco. Condannati alla lontananza l’uno dall’altra, in entrambi tuttavia maturerà una grande forza che li porterà all’epilogo dei loro destini.

E non potevamo affiancare a questa favola, una ricetta che fa tornar bambini: le frittelle di pasta di pane di mia nonna Romilda.

INGREDIENTI: 200gr di farina 00 – 10gr di lievito di birra – acqua tiepida q.b.(circa 100gr:) – olio di oliva q.b. – sale q.b. – olio di arachidi o di oliva per friggere.

PROCEDIMENTO: Sciogliete il lievito in un quarto di bicchiere di acqua tiepida (circa 100 gr). Setacciate la farina in un’ampia ciotola, formate la fontana e versate il lievito sciolto, un pizzico di sale e un filo di olio. Cominciate a lavorare gli ingredienti dal centro verso l’esterno della fontana fino ad ottenere un impasto simile a quello della pizza. Se l’impasto è troppo asciutto aggiungete un cucchiaio di acqua se troppo morbido aggiungete un pò di farina.

Disponete l’impasto in una ciotola e fate riposare, coperto da un canovaccio, per un paio d’ore o fino a quando non avrà raddoppiato il volume.

Trascorso questo tempo, stendete l’impasto con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia al massimo di mezzo centimetro e, come faceva mia nonna, prendete delle porzioni di impasto e fate delle palline, schiacciatele con il palmo della mano e con le dita riducetele a delle frittelle circolare (ricordo ancora nitidamente quei gesti, così sicuri: noi nipoti eravamo certi che avremmo mangiato una prelibatezza!).

Riscaldate l’olio in un tegame fino a quando inserendo un pezzettino di impasto questo non comincerà a cuocere immediatamente. Friggete le frittelle una/due alla volta per evitare che la temperatura dell’olio di cottura si abbassi troppo e il fritto assorba troppo olio. Quando si saranno gonfiate, diventando di un bel colore dorato, giratele e terminate la cottura. Scolatele, passatele su un doppio foglio di carta da cucina e servite subito su di un piatto foderato di carta paglia accompagnate con prosciutto tagliato a mano o salumi o gorgonzola o semplicemente, come faceva mia nonna, foderate due piatti di carta paglia e cospargete alcune frittelle in un piatto con il sale ed in un altro con lo zucchero, saranno ottime come merenda per grandi e piccini: per noi nipoti era una festa fare merenda con le frittelle della nonna!

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