Non è facile mantenere viva, dinamica ed avvincente una serie letteraria così a lungo come ha fatto finora la Penny. Indubbiamente delle doti ci devono pur essere!! Se il suo penultimo lavoro Un Uomo Migliore (qui recensito nel Novembre scorso), aveva però manifestato degli evidenti segni di affanno, questo suo nuovo romanzo, il 16°!!! è finalmente una vera boccata d’aria fresca per l’autrice, per i personaggi e per l’evoluzione dell’ormai lunga storia. Siamo molto lontani dal mitico ed idilliaco villaggio di Tre Pini (un microcosmo forse troppo mitico e troppo idilliaco) e dai suoi troppo folcloristici personaggi di contorno. Siamo fuori dal suo piccolo mondo, siamo lontani dal Canada, siamo invece nella più fascinosa location che si possa desiderare, anche se viene vista e raccontata con occhi un po’ troppo provinciali e con quello sguardo un po’ sognante ed ingenuo che hanno in genere solo gli americani quando sono a … Parigi. Sì, siamo a Parigi! Anzi, Parigi stessa è uno dei protagonisti di questa nuova e vivace avventura dell’Ispettore Capo Gamache.

Diversa l’ambientazione e … sensibilmente diverso anche il mood narrativo!!

…”L’Inferno è vuoto ed i diavoli sono qui”, “Qui a Parigi…” anche la Ville Lumière ha le sue ombre ed i suoi demoni!!  Gamache è appena arrivato con la moglie nella capitale francese per far visita ai due figli ed ai nipotini che qui lavorano e vivono e qui incontrare anche il suo anziano padrino, l’uomo che proprio a Parigi, lo aveva allevato allorché rimasto orfano a soli 9 anni. Quelli che dovevano essere solo giorni di gioia e reincontri familiari si trasformano invece in una vicenda frastornante che ci porta lungo le vie, le piazze ed i giardini nascosti dei quartieri centrali della città, fra segreti, ambiguità, doppi giochi, sospetti e pericoli incombenti. Un incubo che coinvolge, suo malgrado, tutto il clan familiare ed a cui Gamache può far fronte solo affidandosi ai propri valori, al proprio istinto ed alla propria “forza tranquilla”.

Come sempre la Penny è attenta e scrupolosa nella costruzione della trama e delle sottostorie, e, nonostante qualche eccesso di colore locale, qualche banalità, qualche inverosimiglianza ed un finale eccessivamente sdolcinato, il plot è però sostanzialmente interessante e si muove con accettabile equilibrio e plausibilità fra storie di corruzione globale, misteri locali e caratteri dei personaggi. La vicenda è ben raccontata con una scrittura intensa e ricca, un ritmo narrativo che si mantiene costante fino ad accelerare poi negli ultimi capitoli. La scrittrice, si sa, eccelle in modo particolare nell’esplorazione degli aspetti dei caratteri dei suoi personaggi, quindi le varie psicologie sono tutte attentamente esaminate fin nel più profondo dell’intimo perché, in effetti, il romanzo, nonostante gli omicidi ed incertezze è essenzialmente una storia di legami familiari, di amore e di amicizia. Un Polar insolito che parla anche di come la vita non sia influenzata solo dalle emozioni e dai fatti, ma anche da come scegliamo di ricordarli e da quanto si possa essere anche disposti a sacrificare di sé per le persone che si amano.

Pur essendo questo nuovo romanzo insolitamente ricco di azione e colpi di scena, quasi come un normale poliziesco, la Penny non potrà mai essere qualcosa di diverso da ciò che è e da ciò per cui una gran parte dei suoi lettori la apprezzano, quindi, quel che prevale restano pur sempre le emozioni, le suggestioni, le riflessioni esistenziali e l’umanità di Gamache. L’aria di Parigi ha però dato un’inaspettata e graditissima piccola scossa ed un’accelerazione al ritmo generale ed una nuova vitalità.

Accontentiamoci di questi attimi, lontani, per una volta, dal … solito “ritmo … di valzer lento”.

data di pubblicazione:09/05/2021

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