HOLLYWOOD di Ron Hutchinson, regia di Virginia Acqua

Di : T. Pica

18 Nov 2016 | Accredito Teatro

(Teatro Ambra Jovinelli – Roma 17/27 novembre 2016)

Nella deliziosa cornice del Teatro Ambra Jovinelli il tempo torna vertiginosamente indietro fino alla mattinata del 17 febbraio 1939. Ricalcando la Hollywood dei set e delle case di produzione recentemente portata sul grande schermo dai fratelli Coen e Woody Allen, rispettivamente con Ave, Cesare! e Cafè Society, Virginia Acqua porta sul palcoscenico teatrale l’ufficio dorato di David O. Selznick (un irresistibile Antonio Catania), Presidente della casa di produzione Selznick che sta lavorando alla realizzazione del più grande colossal di tutti i tempi: Via col vento.

Purtroppo però la situazione è critica, disperata, perché “Mr. Selznick”, dopo due anni di preparazione al film, non è soddisfatto né del regista, né della sceneggiatura e ha bloccato tutto. Mr. Selznick, allora, tenta il tutto per tutto: l’unico modo per risalire il baratro e scongiurare il fallimento economico e, soprattutto, il suo ritorno sotto le grinfie lavorative del suocero (Mr. Mayer) è quello di affidare la sceneggiatura al suo amico di sempre Ben Hecht (un bravissimo Gianluca Ramazzotti) e la regia a Victor Fleming (spassoso Gigio Alberti). Dalla convocazione di Hecht e Fleming alle 6 del mattino del 17 febbraio 1939, Mr. Selznick ricorrerà all’espediente di un vero e proprio sequestro di persona, a base di arachidi e banane – perché ormai è labile il confine tra la sua appassionata voglia di realizzazione del film, di riscatto morale e sociale verso il padre, il suocero, la moglie e i soci del Country Club, da un lato, è l’analoga ardente sete di riscatto della protagonista del romanzo, Rossella O’Hara, dall’altro -, per riuscire nell’impresa impossibile di avere nell’arco di soli 5 giorni la sceneggiatura di Hecht pronta per l’avvio delle riprese sul set sotto la direzione di Fleming. Virginia Acqua, anche grazie alla bravura, la simpatia e la mimica esilarante del fantastico trio “Catania-Ramazzotti-Alberti”, nonché dell’impeccabile Paola Giannetti (nel ruolo della efficiente e premurosa segretaria di Mr. Selznick), ha messo in scena uno spettacolo davvero ben fatto, che riporta fedelmente i dialoghi del libro di Ron Hutchinson. Uno spettacolo, ironico, a tratti comico, dal ritmo incalzante, spassoso seppure fortemente legato agli anni dei bagliori della guerra in Europa. Dal libro e dalla rappresentazione teatrale, di Hollywood riemergono alcuni topos mai tramontati e che a quanto pare non sono una peculiarità dei nostri tempi moderni: l’annoso problema dei finanziamenti nel mondo dell’arte, e in questo caso di quello del Cinema; il “duello” tra le diverse professioni – regista, sceneggiatore, produttore -, chi è che conta davvero, chi conta più dell’altro e muove davvero il cuore pulsante del cinema? E, ancora, lo scontro tra chi persegue il profitto e vuole realizzare film che raccontano storie, romanzi – come Selznick – e chi, come lo sceneggiatore Hecth vorrebbe incentivare la diffusione di un cinema più impegnato, che racconta la vita reale, per aiutare gli americani a capire chi siano realmente ed evitare che siano come quegli uomini descritti da Platone come coloro che vivevano guardano le proprie ombre riflesse sul muro. Ma poi perché tutti vogliono fare il cinema? per i soldi? Per la fama? No. Semplicemente perché è l’unico modo per essere immortali. Tra i pregi di questa pièce c’è sicuramente quella di sdoganare con la giusta ironia e comicità il melodramma per eccellenza di Via col vento (rendendolo ad esempio più simpatico a chi come me non ne è mai stata una fan) e, soprattutto, quello di regalare una lettura attenta e profonda del romanzo che diviene al contempo chiave di lettura e spunto di riflessione su tematiche sociali, storiche e cinematografiche ancora fortemente attuali. Il tutto sugellato dal “gran finale”: 1037 pagine del romanzo per poi sapere solo che domani è un altro giorno????;e la chicca di conoscere come nacque la famosissima battuta “francamente me ne infischio”. Insomma, da vedere!

data di pubblicazione:18/11/2016


Il nostro voto:

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ricerca per Autore:



Share This