Quattro adolescenti si trovano in una clinica dove, con metodi più o meno ortodossi, vengono curati i loro disturbi comportamentali.

Siamo alla vigilia di Natale ed i giovani, due ragazzi e due ragazze, sembrano con il passare del tempo veder accentuare i propri disagi in un ambiente ostile appena sfiorato dalla visita dei genitori che, per puro dovere, fanno sentire la propria presenza che si palesa anche come  l’origine e la causa dei loro traumi esistenziali.

All’inizio vigili e sospettosi tra di loro, si troveranno alla fine a dover ammettere a se stessi il desiderio di complicità e di affetto che li unirà sempre di più in un vortice di forte coesione emotiva.

Nonostante il tema sia visto e rivisto in tutte le possibili salse agrodolci, Four Kings convince per il linguaggio espressivo usato, che non lascia alcun sapore di scontato nella storia narrata ma che invece sembra unirci ai quattro protagonisti in una sorta di empatia.

Forse da alcuni potrà sembrare banale e prevedibile la figura del giovane medico psichiatra, comprensivo e progressista nel metodo di terapia usato verso i ragazzi, ma anche lì si intravede un disagio, una difficoltà ad inserirsi in un contesto asettico e preordinato nel quale la società, ed in particolare il contesto lavorativo della clinica, spietatamente lo costringe a muoversi.

La regista Theresa von Eltz, nata a Bonn, dopo aver studiato storia e scienze politiche a Berlino e Oxford si è occupata con successo di serie televisive e questo film, presentato nella sezione Alice alla Festa del Cinema di Roma, rappresenta il suo film di esordio.

data di pubblicazione 17/10/2015

[sc:convinto]

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