Una messe di riconoscimenti e di premi per Ero Malerba, il docufilm  di Toni Trupia che racconta la guerra personale e la sete di vendetta di Giuseppe Grassonelli, vittima della strage del 1986 a Porto Empedocle in cui Cosa Nostra gli sterminò la famiglia e a cui lui sfuggì per caso, dedicando poi la sua vita alla vendetta.

Una storia incredibile di un ragazzino uomo che si carica sulle spalle la vendetta di famiglia, uccide e stermina, fugge e si ferma. Una vita violenta consumata in solo otto anni dai 17 ai  25 anni che si chiude con l’arresto e la condanna all’ergastolo ostativo.

Una seconda vita da ergastolano che non collabora, che sa di dover scontare all’infinito le sue colpe, all’interno di quattro mura, dapprima in isolamento, in compagnia solo di chiavi e serrature che cigolano e si chiudono e che poi decide poi di incontrare il suo cronista, quel Carmelo Sardo che aveva riportato le sue imprese per raccontargli la sua storia ed esternare le sue verità. In carcere si è laureato in lettere moderne con 110 e lode e ha intrapreso uno straordinario percorso di recupero.

Ha scritto la sua storia a quattro mani con il giornalista, siciliano come lui, Carmelo Sardo, nel libro Malerba edito da Mondadori che ha vinto il premio Sciascia ed è stato pubblicato in moltissimi paesi.

Il regista Trupia racconta questa storia intensissima a suo modo, con dovere di cronaca senza sentimentalismi ma con sfumature intelligenti, una storia che sfiora la guerra di mafia, ma che soprattutto parla di giovinezza violata, di contraddizioni, di legami fin troppi forti, una storia di una condanna che non perdona, di un pluriomicida che ritrova una sua redenzione, una via laica e profonda per dare un senso a una nuova e terribile esistenza. Raccoglie testimonianze di magistrati, politici e persone coinvolte a vario titolo nella guerra di mafia scoppiata nell’agrigentino, materiale di repertorio dell’epoca e documenti personali e intimi della famiglia Grassonelli.

Inizialmente il girato doveva essere il materiale per un film, ma poi, come racconta il regista, la realtà si è rivelata troppo potente per essere messa da parte: il risultato è un lavoro dove la lunga intervista a Giuseppe, gli interventi di alcuni componenti della sua famiglia insieme a immagini e filmati d’archivio costruiscono una storia forte, ambigua, profonda.

Un successo artistico che vede assoluti protagonisti il protagonista Giuseppe Grassonelli, il regista Trupia, lo scrittore Sardo e la produttrice Angelisa Castronovo.

Una storia che insegna quanto la cultura possa rappresentare una via di riscatto e possa permettere di ricostruire una dignità.

data di pubblicazione:06/11/2016

Share This