ENEA di Pietro Castellitto, 2024

Enea appartiene ad una famiglia agiata, circondato da amici e parenti della Roma bene. Un poco per noia, un poco per provare qualche emozione più forte di lui, si ritrova insieme all’inseparabile amico Valentino in un giro di droga. Fare gli spacciatori ad alto livello li esporrà a grandi rischi che metteranno in serio pericolo la loro stessa incolumità…

 

Se con I Predatori, suo film di esordio, la critica aveva dimostrato benevolenza nell’accettare le intemperanze di un giovane regista, dandogli persino importanti riconoscimenti come incoraggiamento per le imprese successive, questa volta, in questa seconda prova, si fa un poco fatica ad arginare il tutto. Come si potrebbe definire? Un film pretestuoso e pretenzioso con ancora una volta troppa carne al fuoco? La storia di Enea, il protagonista interpretato dallo stesso Pietro Castellitto, è una figura dai contorni incerti. Inserito nella dolce vita romana, frequentatore di circoli esclusivi e circondato da belle ragazze tra le quali ne sceglie una da sposare. Un ragazzo che insegue qualcosa, ma non si capisce cosa. Se si inserisce nella malavita romana, insieme all’inseparabile amico, apparentemente non sembra che lo faccia per i soldi, ma non si intuisce neanche il motivo che spinge entrambi a prendere delle decisioni così estreme. Un padre psicoanalista (Sergio Castellitto) professionalmente non riuscito, una madre che tenta nella meditazione di estraniarsi dalla propria insoddisfazione, un fratello adolescente e inconcludente. Ci sono tutta una serie di innumerevoli personaggi che ruotano intorno ad una storia dove c’è troppo, ma dove si riesce a focalizzare poco. I dialoghi sono spesso inconsistenti perché non si riesce mai a intuirne il contenuto. Non si sa bene dove andare a parare. Se si tralascia la sceneggiatura, troppo ingarbugliata e per diversi aspetti prevedibile, bisogna dare comunque atto che l’interpretazione sopra le righe del regista risulta comunque coerente con il personaggio che interpreta. Sono infatti le sue azioni grottesche a rendere paradossalmente credibile una figura fuori da qualsiasi schema. Scene tutto sommato ben costruite sullo sfondo di una Roma patinata tra feste e locali trendy, con vaghi rimandi a una “grande bellezza”, dai toni più incandescenti e straripanti di ordinaria follia. Non ci rimane che aspettare la prossima prova, questa volta con esclusione di qualsiasi attenuante…

data di pubblicazione:10/01/2024


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1 commento

  1. Trovo il film di una estetica elegante, contenitore di tante cose ma non ingarbugliate, piuttosto molto coerenti con l’età dei protagonisti dove la vita corre velocemente in una città che sembra Saigon. Questa seconda opera di Castellitto ci traghetta verso positive speranze per il futuro di questo giovane regista. Molte sono le cose che funzionano e stento a trovare quelle che non hanno funzionato. Musiche, fotografia, dialoghi, tempi ed un cast ben amalgamato da una mano giovane ma sapiente, che dimostra già di sapere bene cosa fare. Sicuramente un film che farà parlare perchè esce dagli schemi tradizionali ma non per questo meno profondo ed intenso. Ne consiglio la visione

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