Proseguono le avventure della giovane Emily (Lily Collins) quintessenza dell’americana media. Ormai stabilitasi a Parigi, la ragazza si trova un po’ più a suo agio anche se non riesce ancora a padroneggiare bene il francese né tantomeno ad abituarsi a pieno alle diverse abitudini e comportamenti dei francesi e dei parigini in particolare. Triangoli amorosi, gelosie, equivoci e nuovi incontri … Continua il confronto/scontro di culture, fra stereotipi zuccherosi e situazioni talora anche divertenti.

 

 

Diciamocelo subito, Emily in Paris è una feel good serie per eccellenza. Va vista quindi con molta leggerezza e soprattutto va giudicata con coerente animo leggero. Difatti è una serie volutamente esagerata ed intenzionalmente superficiale e lontana dalla reale Realtà! Proprio questo vuole essere il carattere distintivo di tutta la produzione. Buffa, improbabile, piena di banalità e cliché, ma, ciò non di meno, sottile e raffinata.

Certo, come sovente avviene, nelle opere seconde ci sarà nello spettatore un po’ di delusione. Se nella prima serie c’era qualcosa di molto originale e frizzante, pur nell’uso abbondante dei luoghi comuni, un qualcosa, quel qualcosa, che aveva poi affascinato il pubblico (complice l’adorabile freschezza di Emily/Lily), oggi, una Stagione dopo, la freschezza sembra essere molto diminuita, si scivola sovente nel banale e si ricorre all’abusato giochino del triangolo amoroso o alle gelosie, ma non mancano però sprazzi saporiti e piccanti che rendono ancora abbastanza gradevoli ed accettabili, nel loro complesso, questi nuovi brevi 10 episodi.

Darren Star continua infatti imperterrito a miscelare abilmente e furbescamente le sue ricette di successo: un po’ di Sex and the City, un pizzico di Il Diavolo Veste Prada, una puntina di Amélie, e poi tanta, tanta Aria di Parigi. Ecco così sfornata la sua solita commediola romantica, leggera leggera, con contorno di cliché e confronto fra raffinatezza ed ingenuità. Le produzioni di Star (lo abbiamo detto a suo tempo) potranno pur essere accusate di essere solo confezioni spumeggianti ed intercambiabili, ma, di sicuro, non sono mai noiose o mal fatte.

Un po’ più centrata sulle personalità dei personaggi e meno sugli stereotipi, questa nuova stagione pur non mantenendo sempre il mordente della precedente continua però ad essere ben diretta, tecnicamente ben fatta e ben interpretata. Le due protagoniste, Parigi e Lily Collins, danno il loro meglio, la prima con tutta la sua bellezza ed il suo charme, la seconda con la sua freschezza sbarazzina. Entrambe rendono bene tutto lo spirito frivolo e leggero di questa piccola commediola frizzante. A tal proposito sia ben chiaro: Emily non è certo spumeggiante come uno Champagne Grand Cru, al massimo è uno Spumante che si lascia bere gradevolmente. Le sue bollicine non ci rendono ebbri ed allegri ma riescono a darci comunque una piccola breve euforia pur sempre piacevole. Nulla di più! Ma, ai tempi del Covid, non è poi male allontanarsi un po’ dal quotidiano con stile ed eleganza. Ovviamente si intravvede già una Terza Stagione prossima ventura.

data di pubblicazione:11/01/2022

Share This