Continua sul grande schermo la saga dei Crawley, questa volta alle prese con un’inaspettata eredità, una villa in Costa Azzurra e l’arrivo di una troupe cinematografica che affitta la dimora di famiglia.

 

Dopo 52 episodi televisivi e un primo film per il cinema, la vena di Julian Fellowes il fortunato e lungimirante creatore della saga, qui in veste di sceneggiatore, inevitabilmente comincia a perdere qualche colpo. Fellowes, nel tempo (le sei stagioni della serie tv) ha avuto la capacità di costruire

ingranaggi quasi perfetti, ha saputo creare e descrivere personaggi, diversi tra loro (nobili, borghesi, valletti e cameriere) tutti destinati ad emozionare e intrigare pubblici di differenti latitudini. La serie, pluri- premiata che partiva dalla data del naufragio del Titanic (1912) nel film in questione arriva a cogliere il passaggio dal cinema muto a quello del sonoro (il crepuscolo degli anni ‘20). Occorre rilevare che il meccanismo perfettamente oliato per i tempi e le cadenze seriali , perde qualcosa sul grande schermo sia pure in una trama sviluppata in oltre due ore. I personaggi sono meno caratterizzati, seppure ancora una volta splendidamente sorretti dalle ottime interpretazioni dei “soliti” bravissimi attori. I dialoghi, a volte, sono un po’ scontati, se non involontariamente risibili e le idee , vedi il film nel film, non sempre del tutto originali e convincenti. Naturalmente, non è il caso di andare troppo per il sottile, seppure inferiore ai precedenti episodi, la nuova era di Downton Abbey per la regia di Simon Curtis, rimane un’avventura godibile e di facile fruizione. Il pubblico e chi scrive si è troppo affezionato negli anni a Lord Crawley (Hugh Bonneville), alla bella, algida e timorata Lady Mary Talbot (Michelle Dockery) e naturalmente alla spumeggiante e ironica Lady Violet, contessa madre di Grantham (Maggie Smith), per tacere dell’ineffabile maggiordomo capo Mr.Carson (Jim Carter) e dei tanti altri co-protagonisti, per non incuriosirsi ed apprezzare misuratamente le collaudate dinamiche corali messe in atto anche in questa pellicola..

Il precedente film del 2019, diretto da Michael Engler, era costato 13 milioni di euro e ne aveva incassati ben 190 a testimoniare la grande affezione del pubblico ai personaggi della serie tv britannica più famosa e premiata di sempre. E’ assai probabile che lo stesso, o anche in misura maggiore, avverrà per Downton Abbey del 2022, probabile definitiva conclusione della saga. Sulla trama non mi soffermo ma tranquillizzo che sia pure “all’acqua di rose” tutte le problematiche inespresse nelle precedenti puntate troveranno facili e adeguate soluzioni con qualche piccolo colpo di scena che risparmio ai lettori. Inutile dire che le musiche, le scenografie, così come i costumi ,per la gioia delle signore, il cast e l’inevitabile lieto fine, rappresentano comunque la garanzia di uno spettacolo già collaudato e nel complesso gradevole.

data di pubblicazione:01/05/2022


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