Sei mesi e 14 giorni è il tempo che resta alla Terra prima della devastante collisione con una cometa casualmente scoperta dagli astronomi Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence. Inizia da parte dei due una corsa contro il tempo per convincere prima la Presidente degli USA (Meryl Streep) e poi l’opinione pubblica ad organizzare una qualche reazione. Sulla ragione scientifica prevalgono però la stupidità, gli intrighi della Politica, la capacità manipolatoria e gli interessi dei Media televisivi e della Grande Industria. Nessuno sembra credere agli allarmi poi, però, prevarranno altre opzioni …

 

Adam McKay, regista e sceneggiatore statunitense, vincitore nel 2015 dell’Oscar per la Migliore Sceneggiatura con il suo La grande scommessa, è un autore originale e poliedrico. Dalle iniziali commedie dalla comicità un po’ grossolana e demenziale è passato con successo ai più recenti film impegnati come, per l’appunto, La grande scommessa e Vice – L’uomo nell’ombra (2019), mantenendo sempre la sua peculiarità stilistica di saper dipingere gli Stati Uniti in modo satirico e caustico, denunciandone vizi e devianze. Con quest’ultimo suo lavoro ritorna con esiti apprezzabili ai suoi primi anni e, giocando abilmente con i codici del genere catastrofico e disaster-movie, ci regala una commedia feroce ed al vetriolo. Una farsa cupamente divertente con la quale stigmatizza gli effetti perversi della stupidità collettiva sul Sistema, l’alienazione delle masse tramite i Social, la superficialità dei politici, la seduzione manipolatoria dei Media e dei falsi Guru dell’Industria.

Lo spunto iniziale, serio e tragico, sotto l’abile scrittura e la dinamica regia di McKay si trasforma ben presto in una coinvolgente e graffiante satira della politica americana e dell’America stessa che appare divisa tra coloro che “guardano su” e coloro che “non guardano su”. Masse credulone e manipolabili di cospirazionisti, negazionisti e populisti, tutti alla fine egualmente strumenti di opposti interessi. Una tragicomica allegoria ove la Cometa, in realtà, potrebbe essere il crescente cambiamento climatico o anche il virus ed il messaggio essere l’incapacità di reagire collettivamente davanti a una crisi comune perché tutti noi siamo accecati dai filtri creati dagli egoismi e dagli interessi degli opposti Poteri.

Al cinefilo non sfuggiranno i richiami ad illustri precedenti come Il Dottor Stranamore, Mars Attacks, Armageddon, 1941, La Guerra dei Mondi e Quinto Potere e tanti altri ancora, meno autorevoli e nobili. La personalità della direzione di McKay, il suo ritmo narrativo, il montaggio serrato, le modalità di recitazione imposte agli attori, supportate da un’ottima sceneggiatura, producono un film del tutto originale, forse non perfetto ma sicuramente buono. Un film ottimamente interpretato dalla coppia di protagonisti e, con loro ed attorno a loro, un cast di altre stelle, il fior fiore di Hollywood, tra cui spiccano, oltre a Meryl Streep, la splendida Cate Blanchett e Timothée Chalamet.

Don’t look up è una satira surreale e folle che, pur tra qualche eccesso e qualche tratto prevedibile, risulta divertente. Un all star movie ambizioso, assurdo, malinconico ma anche comico e intelligente. Un buon prodotto di intrattenimento che ci fa riflettere. Come sempre ci sarà chi lo apprezzerà e chi lo detesterà anche se, ricordatevelo, circolano già pronostici per una serie di sue candidature agli Oscar.

data di pubblicazione:30/12/2021


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