dEVERSIVO scritto, diretto e interpretato da Eleonora Danco

(Teatro India – Roma 5/10 novembre 2019)

Il folgorante memoir di una one woman show. Meno aggressiva del solito, più lirica, più ripiegata su stessa.

La Danco rappresenta un esempio probabilmente unico nell’attualità teatrale nazionale. Fabbrica da sé i propri spettacoli, arrampicandosi su un testo ulceroso, autobiografico ma non del tutto, riassumendo nei suoi umori sconnessi il degrado di Roma e la confusione personale. Tanto tempo è passato dalle particine in film o fiction che non le appartenevano, La sua vera essenza sprigiona a teatro in una scena vasta che lei anima con movimenti suggeriti dal cambio di luci. Domina il testo fluviale, distribuito in un’ora di esibizione con la sola rutilante esibizione di rabbia con un lancio di sedie. L’attrice racconta la sconnessione di Roma con un viaggio nei quartieri raccontando la propria precarietà di attrice con siparietti comici particolari riassunti nell’incontro con impresari balzani e inaffidabili. E’ una storia del teatro raccontata attraverso metafore che testimoniano la dura coesistenza dell’arte (o del tentativo di essa) con le necessità materiali dell’esistenza. Dunque la scena è un modo per esorcizzare nevrosi, tic, ipocondrie con un cammino dal basso, condito di cammei, di dialetto romanesco, di qualche più o meno necessario turpiloquio. L’età ha temperato qualche spunto più radicale e nella sua drammaturgia circolano, inaspettati, persino momenti di lirismo, temperato dal gioco dell’ironia. Il segreto, anche nella recitazione, è non prendersi troppo sul serio. E la scommessa continua a funzionare visto la grande presenza di un pubblico insospettatamente inter-generazionale. La Danco viaggia sul suo singolarissimo tappeto volante, consapevole inventrice di un nuovo genere. Insieme autrice, regista, performer, la trinità che riassume con la sua personalità. Efficace nelle sue rituali conquiste, nel raccontare nuovi pezzi di vita. Puntualmente, ogni due/tre anni. Aggiungiamo che il tutto è ispirato all’opera di Robert Rauschenberg.

data di pubblicazione:08/11/2019

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