La Librària di Palazzo Altieri, col suo maestoso salone, ci ha viziati con istallazioni artistiche sempre degne di nota, ma questa volta si prende l’avvio dal vissuto della stessa padrona di casa, Federica di Napoli Rampolla, che per ben dieci anni si è recata in passato periodicamente ad Ebla, a lavorare con Paolo Matthiae, che ha diretto la missione archeologica italiana di questo importante sito.

Dopo i recenti sconcertanti avvenimenti che mettono in pericolo la cultura dell’umanità, il pensiero della restauratrice non poteva non andare a quegli anni e alle migliaia di documenti sottratti alla terra.

La sua istallazione ha la forza dell’amore e la potenza dell’immaginario: tavolette da lei stessa elaborate nei caldi colori dell’argilla, si insinuano tra i documenti dell’Archivio Altieri dando una nuova mitologica vita all’ambiente.

L’artista stessa racconta che infondo gli elenchi di vettovaglie o di stoffe o i pagamenti in baratto si assomigliano in tutti i documenti, a qualsiasi epoca appartengano, e questo crea un ponte tra la civiltà di uno stato di 2350 anni avanti Cristo, Ebla appunto, e l’archivio della nobile famiglia, dove si rintracciano carte che, nel ‘600, per esempio, documentano il pagamento di artisti con polli o vino.

Da qui anche l’aggancio con le Giornate Europee del Patrimonio che quest’anno sono correlate con l’EXPO al tema del cibo: il cibo è sempre stato una ricchezza e come tale anche conteso tra popoli.

Il seme della memoria, si può ben dire, germoglia e porta linfa vitale al fortunato pubblico presente.

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