Teatro Anfitrione – Roma, 19 febbraio/13 marzo 2022)

Deliziosa farsa vintage di quella che non si tentano più con tanti attori, tanti costumi con un profumo irresistibile di vaudeville e di passatismo nel teatro giusto per la rappresentazione. E un abbondante pizzico di nostalgia.

Sergio Ammirata a 85 anni non si è stancato di animare la compagnia La Plautina che per quasi un mese intero (fatto più unico che raro) tiene banco nell’abituale parterre casalingo del teatrino di San Saba. Calore e partecipazione meritata per un testo che viene da lontano, addirittura da due secoli fa. E brava la compagnia a approfondire uno spunto da barzelletta per 80 minuti di rappresentazione. La coloritura e gli eccessi sono all’ordine del giorno in questa pochade in cui ovviamente l’ importante è calcare la mano. Si rappresenta una morte scomoda. Tutti i variegati personaggi si sono abituati alla morte dell’amico, ora non più così amico da morto. Così il ritorno in scena è una parentesi scomoda e imbarazzante. Meglio il ritorno a miglior vita, un ritorno al passato che fa comodo a tutti. Ovviamente l’innesco è propedeutico a una riflessione pessimistica sullo stato dei rapporti tra gli esseri umani, improntati a una finta solidarietà che si scioglie per incanto di fronte alla straordinari emergenza. Ammirata non gigioneggia ma trasmette un solido mestiere alla compagnia in cui, incredibile dictu, ricompare Mirella Banti, apprezzata attrice di cinema alla prese con un’inaspettata riconversione. E poi ad animare la serata la coda di canzoni napoletane chiamando sul palcoscenico a viva forza anche spettatori più o meno intonati per una proposta decisione riuscita. La dedica di fine recita è ovviamente nel segno di Patrizia Parisi, animatrice in loco di tanti spettacoli oltre che fedele partner di Ammirata.

data di pubblicazione:04/02/2022


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