Benedetta ha 15 anni: scontrosa, cicciona e piena di brufoli. Vive nella periferia romana, in una famiglia con tante aspirazioni fallite che la copre di attenzioni e dice di volerle bene, anche se tutto ciò ha il sapore di un atto dovuto. Un giorno conosce Amanda, trans che ufficialmente si guadagna la vita in un parco giochi ambulante. Da questo incontro casuale la ragazza inizierà a coltivare maggiore stima di sé e imparerà a emanciparsi, lasciandosi alle spalle un’adolescenza grigia e priva di qualsiasi prospettiva.

 

Chiara Bellosi con Calcinculo è al suo secondo lungometraggio dopo Palazzo di Giustizia, sua opera prima. Presentato all’ultima Berlinale, nella Sezione Panorama, il film già accolto favorevolmente in quella sede è arrivato finalmente in sala. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio percorso di formazione perché Benedetta, la protagonista, a seguito di un incontro fortuito con Amanda, si troverà repentinamente a passare da una fase adolescenziale a quello di una donna matura capace di guardare la propria fisicità con un tratto diverso, proiettandosi verso un futuro nuovo. La regista parla della vita vera utilizzando un linguaggio cinematografico asciutto, dove non c’è spazio per situazioni artificiose, costruite e prive di qualsiasi substrato reale.

L’incontro con Amanda, trans privo di qualsiasi retorica morale ma genuino nell’esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni, sarà determinante per la crescita della ragazza: Benedetta imparerà a guardarsi con un occhio diverso e soprattutto a capire da sé che anche lei può essere oggetto di attenzione, lasciandosi alle spalle la percezione di essere brutta e grassa a confronto delle sue due graziose sorelline e di quella madre, mancata ballerina, presenza ingombrante con cui è costretta a confrontarsi ogni giorno.

Il film riesce a trattare con raro equilibrio un tema che poteva risultare banale, evitando situazioni eccessive o compiacimenti morbosi, sussurrandoci all’orecchio cose vere e importanti in tono amichevole e confidenziale, senza note dissonanti o tragiche. L’esordiente Gaia Di Pietro (Benedetta) appare molto sicura nel suo ruolo accanto ad un bravissimo Andrea Carpenzano, diventato un attore molto conosciuto dal pubblico italiano che imparò ad apprezzarlo al suo esordio a Berlino nel 2018 come protagonista ne La terra dell’abbastanza dei fratelli D’Innocenzo.

A parte il titolo poco felice che in realtà potrebbe indicare la giostra dove la ragazza inizia a prendere visione della vita o, metaforicamente, ci suggerisce che si cresce anche a calci nel sedere, Calcinculo merita sicuramente un’attenzione particolare e per questo se ne consiglia la visione.

data di pubblicazione:25/03/2022


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