Bright Star è il titolo di un poema d’amore che Jhon Keats, poeta inglese morto a soli 25 anni, scrisse per Fanny Brawne: Jane Campion ha tradotto la suggestione evocata da tanta poesia in meravigliose immagini. Siamo nel 1818, in un quartiere a nord di Londra, che all’epoca era aperta campagna con dimore in stile georgiano, boschi e giardini, alberi da frutto, distese di lavanda e giacinti selvatici: è in questa cornice, che somiglia ad un quadro di Monet, che ha inizio la frequentazione tra John Keats (un meraviglioso Ben Whishaw) e la sua vicina di casa, la studentessa di moda Fanny Brawne (Abbie Cornish), da cui ne nasce una relazione breve amorosa, molto ostacolata, che suggella un legame intensissimo ed indissolubile tra i due giovani. Tuttavia John, dietro insistente consiglio degli amici, decide di lasciare Londra per recarsi in Italia, nel disperato tentativo che condizioni climatiche più favorevoli possano aiutarlo a superare la tubercolosi da cui è affetto. Questa breve storia d’amore, tragica e tenera al tempo stesso, un misto di dolore e bellezza, rappresenterà tuttavia un momento particolarmente stimolante di creatività nella produzione poetica di Keats, e Jane Campion ha deciso di raccontarci la magnificenza talentuosa di questo giovane poeta, attraverso gli occhi e le emozioni di Fanny: scopriamo così le poesie nate in quel “fulgido”periodo di frequentazione, le lettere, intense e struggenti, fonti preziose da cui la regista ha attinto, nell’intento di rimanere fermamente fedele allo spirito di questi due esseri straordinari. L’epitaffio scolpito sulla lapide di Keats, sepolto nel cimitero acattolico del quartiere Testaccio, recita così: “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua”.

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