(Teatro Sistina – Roma, 21/26 gennaio 2020)

Una divertente commedia gastronomica che asseconda una tendenza di moda. Psicodramma comico per quattro attrici che funzionano nella ripresa di uno spettacolo collaudato e di successo.

Una vera cucina in scena con odori e afrori speziati e cibo per il pubblico, rompendo la consueta sacralità del Sistina e le classiche pareti di scena. Uno spettacolo già rodato che mostra meccanismi comici di pronta presa con un quartetto di attrici che offrono performance sorprendenti anche rispetto alla propria quotazione. Spicca in particolare Tosca D’Aquino che salendo di tono regala qualche momento esilarante negli assolo. Funziona la caratterizzazione regionale che ben si attaglia alle origini delle protagoniste, quartetto di cucina tutto al femminile, capace di combinare guai ma anche di risolverli mentre si affollano ospiti mutevoli e diversi in sala, compreso un fantomatico ispettore della Michelin che potrebbe regalare al locale l’auspicata stella. C’è il dialetto pugliese, il campano, il romano e il lombardo in una particolarissima koinè linguistica. La Brescia ha l’occasione per mettere in risalto le proprie doti coreutiche con un siparietto che richiama il burlesque e le sue doti di danzatrice. La cucina e il regno delle donne, delle confidenze, delle intromissioni ma anche di un ragionevole sbarcare il lunario. Con il patrocinio della Federazione Italiana Cuochi le attrici scendono tra il pubblico e fanno assaggiare preziosità culinarie. Il filo conduttore /tormentone è la risoluzione di un gravoso problema economico causato da una delle quattro. Ma non c’è dramma ma semmai risoluzione. Cibo e uomini sembrano analoghe pietanze da cucinare in modo appropriato. La soluzione di un mondo salvato dalle donne (anche in cucina) sembra perfettamente logica e calzante. Spettacolo bello ripieno e decisamente appagante nei limiti del genere.

data di pubblicazione:24/01/2020

[sc:voto3t]
Share This