Il giovane Buddy (Jude Hill) ha appena nove anni quando vede attorno a sé, nella fino allora tranquilla Belfast, cambiare all’improvviso il suo piccolo mondo, fatto di innocenti amori scolastici, giochi nelle strade del quartiere, feste e cinema con i genitori e chiacchierate con i nonni. Confuso e spaventato dovrà prendere atto che la violenza esplosa ed il conflitto religioso imporranno delle scelte a lui ed ai suoi Cari…..

 

Per singolare coincidenza o per abile programmazione la Festa ci ha dato l’opportunità di assistere, quasi in contemporanea, a due buoni film con bambini al centro delle loro storie. Da una parte il molto più che ottimo C’mon C’mon di Mike Mills ,dall’altra Belfast di Branagh.

Con questo suo ultimo film il talentuoso attore, autore e regista, la cui eclettica genialità gli consente di spaziare dai classici Shakespeariani a…Thor, ha inteso esprimere il suo ricordo per la sua famiglia, i nonni e la città di origine.

La storia si ispira, infatti, alle personali vicende dello stesso Branagh. Il nostro Autore, nato e cresciuto a Belfast, è stato costretto nel 1969, all’età di nove anni, a fuggire dalla sua città verso l’Inghilterra a causa dei violenti conflitti religiosi fra protestanti e cattolici scoppiati proprio quell’anno nell’Irlanda del Nord. Un dramma che, dopo aver covato per anni sotto la cenere, durerà decenni con oltre 3500 morti.

La peculiarità del film è che i cambiamenti e la violenza sono visti con lo sguardo innocente ed incredulo del giovane Buddy che ha solo una comprensione parziale di ciò che avviene e di quella che fino a poco tempo prima era la vita normale e che ora non lo è più. Il tocco autoriale del regista rende il lavoro originale, filmato in un bianco e nero molto sofisticato che restituisce tutte le atmosfere dell’Irlanda di quegli anni e del piccolo mondo della working class. Un mondo che stava già lentamente cambiando e che i conflitti sovvertiranno completamente. La minaccia della violenza obbligherà i genitori del piccolo a superare le proprie incertezze, i diversi punti di vista, i vincoli affettivi ed i sogni che li trattengono a Belfast e li costringerà a prendere atto che per restare fedeli ai propri valori non resterà loro che tagliare con il passato per cercare di ritrovare la tranquillità altrove pur correndo il rischio di perdere la propria identità.

Ricordi che hanno segnato la vita del regista che però, intelligentemente, è abile nel riproporli con un po’ di nostalgia ma evitando ogni sentimentalismo o forzatura, alternando al dramma, grazie all’uso sapiente dello sguardo infantile, momenti di humour per alleggerire le atmosfere narrative. Il ritmo è sostenuto e scorrevole, senza pause se non quelle scientemente ricercate, ed è supportato da un ottimo montaggio e da una sceneggiatura ben costruita. Come sottofondo fa da colonna sonora il leggendario Van Morrison. Oltre all’eccezionale giovane interprete, tutto il cast è perfetto: dalla intramontabile Judi Dench (la nonna) ai genitori Jamie Dornan (il padre) e la splendida Caitriona Balfe (la madre).

Un buon film, una buona ricostruzione ma, a mio giudizio, gli manca una piena e profonda partecipazione emotiva. Un film che indubbiamente piacerà ma con poco cuore e che quindi non emoziona e non commuove come avrebbe potuto.

data di pubblicazione:23/10/2021








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