(Berlino, 11/21 febbraio 2016)

Se il filosofo e sociologo tedesco Herbert Marcuse avesse visto con noi il film Ave, Cesare! presentato oggi in Concorso in apertura della Berlinale e firmato dai fratelli Coen, avrebbe sicuramente rivisto al meglio le proprie teorie sul capitalismo e sulla manipolazione delle masse da parte della cultura dell’intrattenimento.

Il film, ambientato nei famosi Studios hollywoodiani di celluloide degli anni cinquanta, dove contemporaneamente western, musical e polizieschi di ogni genere si mescolano tra di loro, sembra irridere a situazioni, a volte assai grottesche, che trovano sempre una soluzione pur di far andare avanti quanto previsto in copione, seppur nella confusione più totale.

Il risultato è una divertente satira socio/culturale del tempo, che solo la maestrìa dei fratelli Coen sa cogliere in pieno senza cadere nel banale o nella prevedibilità, e così Ave, Cesare! pur non atteggiandosi volutamente a divenire un classico d’autore, diventa invece un film autoriale grazie all’abilità di questi due registi che hanno saputo cogliere l’essenza del tema annunciato.

Di gran livello il cast, che va da Josh Brolin a George Clooney, da Alden Ehrenreich a Ralph Fiennes, e poi ancora Jonah Hill, Scarlett Johansson, Frances McDormand, Tilda Swinton, Channing Tatum, ed anche se alcuni di loro sono impegnati solo in piccoli camei, tutti insieme determinano una ottimo risultato finale.

Il messaggio che ci arriva è quello che le cose semplici, paradossalmente, sembrano essere quelle più sbagliate e che invece proprio dal caos nasce l’ordine e la felicità, dove anche la luna piena che si rispecchia nell’acqua può così all’improvviso dileguarsi, basta semplicemente… tuffarvisi dentro.

data di pubblicazione:11/02/2016

[sc:convinto]

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