Frieda riunisce le sue amiche più care nella sua bellissima casa di Goa per annunciare loro che sta per sposarsi. Da qui inizia una settimana di sfrenata convivenza tra donne: tutte bellissime, vestite alla moda, realizzate ed indipendenti perché impegnate in lavori più o meno manageriali, che seguono una vita libera e spregiudicata dove l’uomo rappresenta un vago contorno, un semplice oggetto di passeggero desiderio.

In realtà il regista indiano Pan Nalin in questo “minestrone patinato”, dove risulta perfetta anche la vacca sacra che irrompe in casa (ma forse in effetti è un toro), è come se volesse presentarci un’immagine dell’India di oggi che rinnega il suo millenario passato allo scopo di apparire come un paese super moderno dove è ammesso il matrimonio gay, dove la donna con il marito omosessuale ha il coraggio di chiedere il divorzio e dove di fronte ad un atto di violenza le donne assumono il diritto di farsi giustizia da sé.

Ci auguriamo che tutto questo sia possibile, ma nel complesso suona un poco falso; anche la scelta degli attori, tutti eccessivamente belli ed eleganti, oltre che la narrazione della storia, sembrano voler forzatamente trattare e risolvere tutti i possibili temi sociali di oggi, dando luogo ad un potpourri inconcludente e poco credibile.

data di pubblicazione 21/10/2015

 

[sc:noconvinto]

 

 

 

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