Se Tu sei il Male (recensito nei giorni scorsi) è stato il fulminante romanzo di esordio di Roberto Costantini nel 2011, gli altri due romanzi che lo hanno seguito nel 2012 e 2014, a completamento della Trilogia del Male, sono stati entrambi un vero caso editoriale. Se il primo lavoro era, senza ombra di dubbio, un intrigante Noir, gli altri due permettono essenzialmente di approfondire la tormentata figura del protagonista: il commissario Balistreri, e, nel contempo, passo dopo passo, di svelare anche le trame occulte che hanno accompagnato ed ancora accompagnano tanto la storia personale di un uomo, quanto anche quella di un Paese: l’Italia, che con il protagonista e come lui si è trasformata, non certo in meglio e sopravvive rassegnata sotto il peso dei rimpianti, delle recriminazioni e dell’ipocrisia, all’ombra cupa delle trame della Politica, dell’Imprenditoria, e della Chiesa.

Si tratta, sia pure con un salto temporale rispetto al primo volume, di due sequel ed al tempo stesso di due prequel, in cui Costantini, con il suo solito stile semplice, la sua scrittura fluida e coinvolgente ed il consueto meccanismo narrativo articolato su più piani temporali, intreccia, con buona capacità ambientativa, una fitta trama di eventi e risvolti politici italiani e libici con quelli del protagonista in Italia ed in Libia negli anni ’70 /’80 e nel primo decennio del 2000. Il Passato ed il Presente di Balistreri … : ieri … un giovane irrequieto, violento ed idealista, figlio di italiani ancora residenti nella nostra ex colonia, in una Libia ove gli Italiani possiedono ancora molte leve di controllo e di interessi economici e politici; oggi… un uomo maturo, divenuto Commissario Capo della Omicidi, un uomo che è invecchiato male, che da strafottente e superficiale quale lo abbiamo visto agli inizi della carriera è ormai solo, amareggiato e fuori forma per il peso degli anni vissuti male. Un uomo che “è morto prima ancora di morire” per i troppi sensi di colpa, le bugie, le malefatte e gli errori. Un eroe pieno di macchie e che ciò non di meno non riesce ad essere antipatico e che deve arrivare fino a scontrarsi con se stesso e toccare i propri fantasmi nella Tripoli del 2011. Toccare così i confini fra il Bene ed il Male e scoprire che tutto è confuso e che la Verità ha quasi sempre due facce. Questo è il fil rouge di tutta la Trilogia, la difficoltà di distinguere quale sia la Verità e poi la Ricerca, la ricerca di se stesso, l’accettazione del proprio vissuto. Un percorso esistenziale tormentato in cui, fra finzioni e realtà, accanto alle vicende di Balistreri ci sono anche le vicende storiche e la cronaca nera e nello sfondo il degrado del tessuto sociale italiano. Vizi: tanti, Virtù: poche.

Nei fatti, dietro allo spunto di nuove indagini del Commissario, in questi due romanzi finzione e realtà si incrociano ed i due libri assumono una complessità ben diversa da quella del semplice romanzo di intrattenimento sia esso un noir od un thriller. Il Giallo, la parte investigativa passano così in secondo piano rispetto alle vicende storico-biografiche ed il plot noir pur restando interessante appare a tratti più debole e meno convincente. Sia ben chiaro, la lettura nel suo complesso resta piacevole, la storia resta originale, i ritmi e la suspense restano di buon livello ma talora sembra però vacillare la logica e parte della trama stessa cui nuocciono di sicuro l’eccesso di dettagli, la lunghezza, la ridondanza e l’uso di colpi di scena poco coerenti con la serietà del racconto e paradossalmente troppo banali e non all’altezza del progetto dell’Autore.

data di pubblicazione:25/01/2021

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