Allacciate le cinture è il secondo film di Ozpetek ambientato nel Salento, in particolare a Lecce, che tuttavia si discosta da tutte le precedenti pellicole del regista turco perché, pur nella coralità che accomuna quasi tutti i suoi lavori, è il primo lungometraggio che ha al centro una storia d’amore tra un uomo e una donna. E’ un amore vero quello tra Elena e Antonio, così distanti ma inevitabilmente attratti l’uno dall’altra: ed è proprio questo amore che darà loro la forza di “allacciare le cinture” di fronte alle difficoltà della vita ed andare avanti senza mollare. Sicuramente a Ferzan Ozpetek, regista non sempre amato, bisogna riconoscere un pregio non comune: quello di essere un profondo osservatore e conoscitore di generi umani e di avere l’abilità di raccontare storie così ricche di sentimenti, aneddoti, situazioni disparate, in cui ciascun spettatore può trovare un lembo di sé.

Dedichiamo a questo film, una ricetta tipicamente pugliese, anche se un po’ rivisitata: la purea di fave.

INGREDIENTI: 300 gr. di fave secche decorticate – 1 grossa patata – 1 gambo di sedano – sale grosso q.b. – olio d’oliva q.b. – finocchietto selvatico 

PROCEDIMENTO: Mettere a bagno le fave decorticate in un recipiente con dell’acqua calda ed un po’ di sale grosso, e farle stare in ammollo per tutta la notte. La mattina dopo scolarle e sciacquarle abbondantemente; metterle quindi in una pentola assieme alla patata fatta a pezzetti ed al gambo di sedano sempre tagliato a pezzetti. Coprirle con l’acqua sino a due dita sopra e metterle a cuocere a fuoco moderato per almeno 30/40 minuti, rimboccando di acqua tiepida se dovesse essere necessario, sino ad ottenere una purea.

La purea così ottenuta tende a raggrumarsi e a cristallizzarsi velocemente: niente paura, all’occorrenza basterà aggiungere un po’ di acqua e far riprendere il bollore. La purea di fave va servita calda con olio a crudo e con del finocchietto selvatico fresco o secco.

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