76. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA – LA BIENNALE DI VENEZIA 29.08—–8.09 2018: I PREMI

… Siccome anime disperate vaganti alla ricerca di qualche perla nascosta da scoprire ed attente, nel contempo, ad evitare il “film incubo”, quello che ti costringe all’orribile dilemma “…resisto fino alla fine…o mi alzo e me ne vado?”, così torme di appassionati, di cinefili e critici superstiti, si aggiravano ormai, programmi alla mano, fra le ultime proiezioni di questi giorni conclusivi della Mostra. Volti stralunati, occhi stanchi, tutti resistevano indomiti, solo nell’attesa del verdetto finale… del successo del “proprio” film. Su tutti aleggiava però il grande quesito di questa edizione numero 76: chi avrebbe vinto? Sarebbe poi stato discriminato Polansky?

Sarà pur vero che il bello, il sublime e l’arte si nascondono nei dettagli anche delle opere meno appariscenti e, che sono solo l’occhio e la mente di chi osserva che filtrano ciò che è bello e ciò che è brutto e, quindi, che è solo “il relativo” che domina, ma, i giudizi di pubblico, stampa ed addetti ai lavori, mai come questa volta, sembravano essere unanimemente concordi sui film da premiare.

Eccoci finalmente al disvelamento di tante attese e tanti pronostici!

Dopo la dura presa di posizione della Presidente della Giuria, l’argentina Lucrecia Marcel contro Polansky, si temeva infatti il peggio, ed invece la Giuria è stata, una volta tanto, più saggia della sua stessa presidente ed anche in quasi assoluta sintonia con le principali valutazioni, previsioni ed auspici sia dei critici che degli appassionati di cinema presenti a Venezia.

Il Leone d’oro è andato meritatamente a Joker di Todd Phillips con l’interpretazione eccezionale, inquietante e dolente di un superbo Joaquin Phoenix (già in opzione Oscar!) sottolineando così, giustamente, che non è eccezionale solo l’attore, ma lo è tutto il film dal cast alla regia. Altrettanto accettabile ed apprezzabile il “compromesso” del Leone d’argento al magnifico J’accuse di Polansky (… è un leone di un argento purissimo, prezioso quanto l’oro!!). Due film da correre subito a vedere quando usciranno in sala!

Meritati e corretti anche i premi per le interpretazioni:

la Coppa Volpi per il migliore attore è stata correttamente assegnata al nostro bravissimo Luca Marinelli per il suo apprezzato Martin Eden di Pietro Marcello che brillantemente e genialmente ha trasportato il romanzo di Jack London a Napoli

Un po’ più a sorpresa, quella per la migliore attrice è andata invece alla francese A. Ascaride per la sua vibrante nonna nel film diretto da suo marito Robert Guediguian: Gloria Mundi, un drammone ambientato a Marsiglia sulle battaglie quotidiane di una famiglia che lotta “dignitosamente e non” per far fronte allo sfaldamento ed alle difficoltà economiche. Forse qualche aspettativa, delusa, c’era per la Scarlett Johansson di Marriage Story, e chissà, forse anche per una delle due dive francesi de La Verité. Molto probabilmente la Giuria ha però inteso premiare indirettamente anche la produzione artistica del regista, già apprezzatissimo qui a Venezia nel 2017 con La casa sul mare.

Il Premio Speciale della Giuria è poi andato anche qui meritatamente all’italiano Franco Maresco con il suo originale La mafia non è più quella di una volta.

Unica vera sorpresa che genera più di qualche perplessità è invece il secondo Leone d’Argento che va allo strano, discusso e più che discutibile film dello svedese Roy Andersson About Endlessness, scene fisse, tipo tableaux vivants, filmate, come spunto per una serie di riflessioni sulla vita umana. Può capitare di sbagliare o … di vedere cose che noi umani non abbiamo visto!

Fermandosi sui soli premi maggiori possiamo senz’altro dire che quest’anno non è andata poi tanto male per l’Italia che vince premi significativi come non accadeva da molto, ma, soprattutto, va sottolineato che Venezia continua a premiare film di produzioni americane, film che poi come La forma dell’acqua nel 2017, e Roma o La Favorita nel 2018, procedono sull’abbrivio, spediti verso la conferma del loro valore con i premi Oscar. Questa specie di staffetta, o preliminare “benedizione” veneziana spiega la sempre maggiore presenza delle Majors, dei registi e produttori ed il ritorno in massa delle stars internazionali e dei film di gran qualità alla Mostra.

Ma, più di ogni altra cosa, quest’anno è andata benissimo proprio per il Festival, un Festival che ha riguadagnato e consolidato ormai il suo peso e ruolo storico, un Festival che ha avuto oltre 200.000 presenze, oltre 21 film in concorso e quasi tutti di buona qualità, 36 film fra fuori concorso o nella sezione Orizzonti, un pubblico internazionale, una presenza giovanile altissima, entusiasta e partecipe, e, un mercato commerciale vivacissimo. Sono tutti questi i tanti diversi pregi, segno e conferma nel loro complesso di una vitalità e qualità ormai stabile. Una Venezia 76 dunque con alcuni ottimi film, diversi buoni film, varie conferme autoriali di grandi registi, qualche piccola delusione su un paio di divi ed infine anche qualche gioiellino piccolo, piccolo che fa buon cinema e che speriamo possa uscire sui nostri schermi.

Come ha detto Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra dal 2011 … appuntamento di nuovo a Venezia il 2 Settembre 2020!!

data di pubblicazione:08/09/2019

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