Le 1000 realtà della Lettura!!… Può impegnare il pensiero e richiedere riflessione ma può semplicemente darci anche mera distrazione, svelandoci personaggi o storie, magari lontanissime dal nostro vivere eppure specchio di inquietudini o desideri che comunque ci appartengono. Ecco allora che girovagando per librerie può pure accadere di essere attratti da uno Stephen King! Un autore che è stato vittima della stessa “Sindrome” di Simenon: troppi libri pubblicati, troppi libri venduti, troppo successo, e … un’etichetta infamante incollata al suo nome! Se per Simenon era “poliziesco”, per King è “horror”!! Rifiutati dalla Critica Letteraria, entrambi hanno però proseguito nel loro cammino. La Storia ha già dato ragione a Simenon, vedremo se sarà lo stesso anche per King. Per giudicarlo occorre saper andare oltre le apparenze e considerare che è un autore che non si ferma solo all’horror di superficie, ma in realtà studia ed analizza, a modo suo, la Società, i comportamenti umani, le eterne paure, le follie unitamente alle inquietudini ed ai desideri repressi che tutto muovono e tutto condizionano.

22.11.63 ci offre proprio l’opportunità di scoprire un King molto lontano dai suoi racconti orrorifici che, lasciando in sordina i meccanismi della paura, si cimenta invece, con discreti risultati in un ampio ma fluido racconto in cui si alternano momenti di tensione narrativa e momenti di maggior respiro sempre governati in un giusto equilibrio. King affronta con successo la rischiosa sfida dei “viaggi nel Tempo”, una versione alternativa della Storia, mettendo credibilmente in scena un tranquillo professore di una cittadina del Maine del 2011 che, per casi fortuiti, grazie ad un “passaggio temporale” si ritrova nel 1958 e che si dà come missione salvare alcuni destini e … soprattutto salvare il Presidente Kennedy!! Siamo lontanissimi dall’ennesimo libro sull’uccisione di J.F.K. o da una delle tante inchieste sulla scomparsa del carismatico Presidente. La vicenda offre allo scrittore solo l’opportunità di spalancare le porte della sua fervida immaginazione per poter descrivere con forza e piacere l’America degli anni ’50 e ’60. L’originalità del libro è oltre che nella suspense legata all’obiettivo storico, proprio nel confronto/ricostruzione fra l’americano di oggi e gli americani della metà del ‘900. King, senza mai cadere nella “nostalgia del buon tempo antico”, sottolinea l’evoluzione dei costumi e della morale, il perbenismo e l’innocenza della gente comune di quei decenni. Si pone e pone al lettore la vera domanda “ma in fondo quella era poi vera innocenza??” per gli Americani come pure per noi Europei?? In realtà, al di là dei miti, era un’epoca tanto bella quanto pure brutta!  Un romanzo interessante ed accattivante con sullo sfondo una possibile versione alternativa della Storia … “cosa sarebbe successo se Kennedy non fosse morto?”  Meglio o peggio??

Lo scrittore sa andare molto al di là di un racconto a tesi predefinita e, trascendendo dai fatti storici reali o anche ipotizzati, costruisce con apprezzabile abilità un romanzo coinvolgente che riesce a mantenere la suspense fino all’ultimo. Certo, su ben 768 pagine ci sono indubbiamente delle lungaggini e non sempre mantiene la stessa intensità, ciò non di meno la scrittura e lo stile intervallato da accelerazioni folgoranti, riescono a catturare la fantasia e la curiosità del lettore e a regalargli una buona occasione di distrazione con anche qualche spunto di possibili riflessioni.

data di pubblicazione:16/05/2021

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