(Teatro San Genesio – Roma, 15/20 Novembre 2016)

Una concatenazione di bizzarri eventi, si trasforma in una burrascosa giornata dai risvolti divertenti.

In un tranquillo villino di Londra rivestito da lucenti mattoncini rossi, Tom e Linda sono in apprensione per l’incontro con l’assistente sociale, decisivo per l’adozione del loro primo figlio. Mentre Tom predica calma, Linda è in ansia e non riesce a trovare pace. A render ancor più tesa la situazione ci penseranno i fratelli di Tom: il perdigiorno Dick, capace solo di cimentarsi nel contrabbando di sigarette o di tentare buffi affari (come quello del vin agre: comprato credendo fosse vino pregiato per venderlo a prezzo raddoppiato!), e il modesto Harry, portantino in ospedale che cercherà – in modo molto particolare – di rendersi utile.

La situazione sfuggirà ben presto di mano a Tom, che, per coprire i guai innescati dai fratelli minori, si ritroverà invischiato in una serie di malintesi e menzogne. Incomprensioni che si aggroviglieranno fino a formare un’enorme matassa inestricabile, mettendo infine Tom con le spalle al muro. Ma quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, un’inaspettata sorpresa farà esplodere di felicità la coppia.

A Emilia Miscio va il merito di aver portato in scena, per la prima volta in Italia, la recente opera di Ray e Michael Cooney. Il testo dei maestri inglesi lambisce temi attuali come l’immigrazione, l’adozione, il reality show, con una spensieratezza tale da controbilanciare i toni, spesso sprezzanti, usati nel quotidiano. Contribuisce a rendere sereno il clima l’atmosfera familiare che si respira in sala; un teatro dove ci si sente a proprio agio: spesso persone dal pubblico si pongono domande a voce alta o precedono le battute degli attori, oppure inneggiano e acclamano il loro beniamino.

Se la messinscena ha un ritmo allegro, frizzante e incalzante, la divisione in due atti – e l’eccessiva durata – velano la leggerezza e l’ironia raggiunta durante la rappresentazione.

Una commedia ridanciana, dove si cerca con il paradosso (anche se talvolta esasperato) di intrattenere il pubblico.

E se il colmo per un altoparlante è sentirsi male, con questo adattamento si rischia si star male per le risate!

data di pubblicazione:19/11/2016

[sc:voto3t]

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