TE L’AVEVO DETTO di Ginevra Elkann, 2023

(ROME FILM FEST, 18/29 Ottobre 2023)

È un fine settimana di gennaio a Roma, quando un’anomala ondata di caldo si impossessa della città. Nellarco di due giorni i nostri protagonisti vengono messi con le spalle al muro, costretti ad affrontare tutto quello che hanno abilmente evitato nelle loro vite, abituati a usare il sesso, il cibo, le droghe e persino lamore come via di uscita, adesso non possono più scappare, devono attraversare il caldo e farsi trasformare da esso, ognuno con il suo ritmo, ognuno con la sua voce.

 

Durante una calda estate romana, dove tutto si scioglie, si pone il seguente interrogativo: e se il mondo fosse così per sempre, caldo, giallo e secco? È questa la premessa fondamentale di questo film, dalla quale non si può certamente prescindere. In mezzo alla catastrofe per così dire ‘biblica’, una serie di peccatori intrecciano le loro storie, ognuno con le proprie disfunzionalità, molto umane, con ovvie complicità di famiglie sgangherate : la pericolosa Gianna (Valeria Bruni Tedeschi) che persegue la pornostar che le ha rubato il marito, Pupa (Valeria Golino); il sacerdote Bill (Danny Huston) e la sorella giunta dall’America (Greta Scacchi) che hanno il compito di spargere le ceneri della madre al cimitero acattolico; l’alcolizzata Caterina (Alba Rohrwacher) che cerca di recuperare il rapporto col marito Riccardo (Riccardo Scamarcio) e il figlio Max (Andrea Rossi); Mila (Sofia Panizzi), figlia di Gianna, alterna bulimia e assistenza all’anziana signora Maria Antonietta (Marisa Borini).

Te l’avevo detto parla di questo. I personaggi del film si confrontano con le proprie debolezze di una vita intera, che si tratti di cibo, sesso, droghe, religione o chirurgia plastica. Ma è arrivato il momento in cui non si può più scappare. Il cast del film è ben assortito, ma una menzione particolare va fatta per le due Valerie, Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi, amiche nella vita, nemiche in quest’opera, che danno luogo ad una serie di splendidi duetti, pieni di comicità surreale per certi versi, ma anche malinconica e cruda.

La scelta di ambientare il film a Roma possiede una sorta di solennità e universalità che è in sintonia con i temi del film, scritto durante la pandemia, che sicuramente dividerà, il che è sempre una buona cosa, un segno di vita; il tutto accompagnato da una fotografia che rende perfettamente questo senso di oppressione, fino a far perdere i contorni e i riferimenti.

data di pubblicazione:21/10/2023








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