STORIA DI UN CORPO di Daniel Pennac – Feltrinelli, 2012

È un diario delle mutazioni del corpo e dei limiti che ci vengono da esso imposti con il passare degli anni, limiti di cui noi stessi restiamo spesso sbalorditi.

Il diario che un padre lascia in eredità alla propria figlia e che descrive, dall’età di 12 anni fino a ben oltre gli ottanta, la sua vita attraverso le mutazioni del corpo, le scoperte, e le sensazioni e, infine, il triste e lento decadimento.

Il romanzo si dipana alternando descrizioni fatte da frasi brevi e concise a elenchi di propositi a descrizioni di avvenimenti che descrivono storie, sensazioni, paure che ci fanno conoscere l’io narrante, un francese nato nel ’24. Veniamo così a conoscenza della sua infanzia con l’adorato padre che lo copriva di parole affettuose  e che, una volta morto, lo lascia solo con una madre anaffettiva; conosciamo la tata Violette che crea appositamente per lui bambino la merenda di pane e mosto d’uva e che lo cresce con affetto e saggezza contadina; poi la guerra che porta con sé i primi amori, fino al  matrimonio, alla paternità, alla gioia di diventare nonno e all’ultimo capitolo: “agonia”.

Un vero viaggio attraverso tutti i sentimenti che costituiscono il nostro essere e che il corpo esprime a suo modo, sesso, paura, affetto, dubbi…

Il protagonista osserva che “passiamo la vita a confrontare i nostri corpi. Ma, una volta usciti dall’infanzia, in maniera furtiva, quasi vergognosa. A quindici anni, sulla spiaggia, studiavo i bicipiti e gli addominali dei ragazzi della mia età. A diciotto o vent’anni il gonfiore sotto l costume. A trenta, a quaranta, gli uomini paragonano i capelli (guai ai calvi!). A cinquant’anni la pancia (non metterla su), a sessanta i denti (non perderli). E adesso in queste adunate di vecchi avvoltoi…. Semplicemente l’età. Tizio dimostra molti più anni di me, non trova?”

In una intervista del novembre 2012, apparsa sul soulfood-capital.blogautore.repubblica.it, Pennac dice del suo libro: “…È stata la voglia di raccontare non i sentimenti o l’anima di un personaggio, ma una vita attraverso la tensione che un uomo ha nei confronti proprio del suo corpo ed è appassionante per me perché il soggetto è anche l’oggetto della scrittura…”

Innegabile che, scritto da altri, sarebbe probabilmente stato un volume noioso e senza senso. Pennac ha una plume magica, e lo abbiamo imparato con la saga di Benjamin Malaussène scritto in modo comico e surreale, in Storia di un corpo riesce a rendere intriganti anche le descrizioni dei vari esami che, uomo ormai avanti negli anni, deve subire.

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