(Festival Internazionale del film di Roma 2014 – Gala)

Il film racconta con un andamento e una forma piuttosto classici e lineari l’inferno dell’Alzheimer vissuto da Alice Howland (Julianne Moore), professoressa universitaria di linguistica e madre di tre figli. Punti di forza sono un paio di scelte intelligenti nel racconto, come lo stridente accostamento di una malattia che disintegra le capacità mnemoniche e cognitive proprio con una donna che sullo studio delle parole e del linguaggio ha costruito la propria vita e la propria carriera. Convincente oltre le aspettative l’interpretazione della figlia minore di Alice (Kristen Stewart). Sempre impeccabile Julianne Moore, ma l’intero film, seppur ben realizzato, toccante e ambizioso, risente dei limiti di una sceneggiatura non così brillante. Nonostante ciò, l’immedesimazione dello spettatore nella protagonista è inevitabile, perché il dramma è vissuto direttamente dalla sua prospettiva. Il finale è ben riuscito e mette meglio a fuoco le emozioni vere, svelandoci in quanti modi diversi e inaspettati si manifesta l’amore di chi ci circonda.

data di pubblicazione 19/10/2014

[sc:convinto]

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