La giovane videomaker Simona Irrera nel suo ultimo documentario Songbirth, (un corto di un’ora scarsa già presentato a Roma all’Isola tiberina e poi a Washington e alla Casa del cinema) si propone di indagare sul momento creativo dell’arte e sceglie di farlo attraverso la più immediata e la più popolare delle arti, la canzone. La regista intervista un gran numero di musicisti e autori e chiede loro di parlare dei motivi di ispirazione, dello spirito con cui affrontano la composizione, parlando delle loro emozioni e dei loro stili.

Ne esce un variopinto ritratto a volte anche spiritoso e sorprendente, o comunque interessante. Simona Irrera ha una formazione scientifica, ha alle spalle studi e lavori relativi alla chimica e questo approccio si riflette anche sullo stile della regia, la videocamera  della Irrera analizza e, scruta (lo si vedeva anche dal suo primo lavoro, intorno al viaggio di una goccia) non dimenticando l’aspetto spettacolare e con una bella sensibilità.

Da non perdere al Detour di Roma il 4 dicembre, in concorso de il festival del cinema indipendente

data di pubblicazione 27/11/2015

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