(Festival Internazionale del film di Roma 2014 – Gala)

Nelly torna a Berlino con i segni dell’orrore della storia sul volto, l’orrore di Auschwitz che la trasfigura.  L’operazione di chirurgia plastica che le restituisce un nuovo volto gioca con la questione dell’identità, quella di una nazione, di un popolo, quello tedesco, che si trova anch’esso, dopo la guerra, ad dover affrontare la deturpazione del proprio volto, della propria identità, anche nel suo essere e riconoscersi carnefice. Integra è invece l’identità di Nelly che però si trova di fronte alla cecità (a tratti inverosimile) di un marito che ora non la riconosce nella sua nuova pelle. Ma per intascare l’eredità della moglie che presume morta, decide di trasformarla a sua immagine e somiglianza, suscitando immancabilmente nello spettatore l’eco di un Vertigo d’annata. Raffinato racconto anche se mancante di ritmo, che si conclude con una piccola perla, la bellissima Speak Low di Kurt Weil.

data di pubblicazione 26/10/2014

[sc:convinto]

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