NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI di Annibale Ruccello- regia Ennio Maria Lamanna

Che uno spettacolo di successo venga ripreso dopo anni dalla première e per la terza volta, con la stessa protagonista  e il medesimo allestimento, non è un fatto frequentissimo per i teatri italiani.

Ancora più singolare è che non si tratti di un classico ma di un autore contemporaneo Annibale Ruccello, senz’altro il più interessante drammaturgo che ha operato in Italia negli anni 80, consacrato da diversi successi sia in Patria che all’estero, forse ancora di più dopo la sua tragica scomparsa.

E’ stato  autore di storie spesso estreme  e visionarie, ma nello stesso tempo connesse strettamente alla realtà dei nostri tempi, e a volte, come in questo caso, addirittura profetiche, nel senso che una storia come quella della casalinga  Adriana Imparato, frustrata e depressa e del suo tragico finale. oggi è ancora più attuale e vivo e ahimè più  vicino alle nostre maledette  cronache quotidiane.

Come in tutte le opere di Ruccello anche in Notturno si mescolano ad arte ironia, divertimento, dramma, commozione, surrealismo e naturalismo, sangue e poesia, comicità e thrilling.

La regia di Enrico Maria Lamanna ha saputo con  precisione e lucidità  (doti che poi quel regista non ha poi più saputo trovare), interpretare la varietà dei toni della pièce e  felicemente ha ricreato in scena quell’ambiente degradato di hinterland partenopeo, toccando l’apice della regia nei momenti di “sogno” come quando si materializza il ricordo del Padre-Madre o nelle “apparizioni” degli “ospiti”.

Un cast perfetto fa da contorno alla protagonista meravigliosa, Giuliana De Sio, che per la terza volta affronta  questo difficile personaggio tra fragilità e follia, solitudine e voglia di sognare. L’attrice ritrova la straordinaria complicità con il personaggio aggiungendo nuovi fremiti di maturità dopo il difficile momento di malattia che ha attraversato.

L’esito del pubblico di fronte a questo spettacolo si conferma entusiasta, come se il pubblico avvertisse di essere di fronte a qualcosa di urgente, che ci appartiene, che poi è il vero senso del Teatro.

Dopo Napoli lo spettacolo sarà a novembre a Roma e poi in tournée a beneficio degli  spettatori che non hanno potuto vederlo nel 1996 e nel 2003.

data di pubblicazione 7/11/2014

[sc:voto4t]

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