(Teatro Vascello, Roma – 12/15 e 19/22 Febbraio 2015)

La scatola nera non è solamente quella da cui o’ professore, interpretato da Renato Carpentieri, tira fuori, prima di buttarli via, i ricordi di un padre ingombrante.  Lo spazio scenico in cui si muovono i protagonisti è al tempo stesso scatola nera, registrazione dei fallimenti di quattro vite che si aggirano in quel luogo, quasi vuoto del piccolo mobilio – un tavolo, un frigorifero, una poltrona, un giradischi, una lampada – ma colmo del residuo di umanità che i giocatori depongono sulle sedie.

La vivacità della lingua napoletana viene smorzata dai neri che scandiscono il tempo che passa, cristallizzando il ricordo delle singole scene in una sorta di tableu vivant. Le maschere dei protagonisti non sono quelle dell’Uomo ragno e di Batman, che pur compaiono in scena, ma uomini senza nome, senza amore, giocatori di una partita che non comincia mai, alla ricerca di un brivido: davanti allo yogurt di un supermercato, tra le braccia di una leggenda ucraina, in una scatola nera o dietro un mucchio di capelli persi. Ma il testo, nella sua traduzione dalla lingua catalana a cura dello stesso regista e attore, Enrico Ianniello, gioca con la tragicità dei contenuti riempiendo una forma ironica. L’inevitabile resa comica del linguaggio, anche più triviale, la poesia della fragilità, le grandi caratterizzazioni dei quattro attori (Tony Laudadio e Luciano Saltarelli, oltre ai già citati Carpentieri e Ianniello) regalano un sorriso lieve e commovente.

Lo spettacolo, premio Ubu 2013, è al centro del Focus che il Teatro Vascello dedica, dal 12 al 22 Febbraio, a Teatri Uniti, il laboratorio permanente per la produzione e lo studio dell’arte scenica contemporanea, attualmente sotto la direzione artistica di Toni Servillo. Ianniello è alla seconda traduzione e messa in scena di un testo del drammaturgo catalano Pau Mirò, un autore conosciuto, come lo stesso regista ci ha raccontato, scegliendo tra dieci testi a lui proposti per effettuarne la traduzione. E gli spettatori italiani ringraziano per la condivisione della scoperta, per la sua traduzione e anche per un pugno metronomo che, balbettando, prova ancora a giocare: Rouge et Noir!

data di pubblicazione 14/02/2015

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