FERRO E SANGUE di Liza Marklund – Marsilio, 2017

Un nuovo libro della collana di Marsilio GialloSvezia con la scrittrice Liza Marklund e la sua Annika Bengtzon, giornalista de La Stampa della sera, le cui avventure sono diventate nel 2012 anche una serie TV.

Questo sembra quasi essere il tassello finale della storia della giornalista in cui, per godere appieno la sua felicità familiare, sarà costretta ad affrontare tutti i suoi demoni.

Il nuovo libro inizia con l’immagine di un killer che si libera del corpo della sua nona vittima.

Annika è schiacciata tra la nuova indagine sull’omicidio mai risolto di una spogliarellista, il primo caso giornalistico all’inizio della sua carriera, la consapevolezza che il giornale in cui ha lavorato per anni, dove è cresciuta professionalmente ed è diventata la reporter d’assalto che ora è, sta per chiudere i battenti: l’edizione cartacea de La stampa della sera chiuderà e dalle sue ceneri nascerà un quotidiano online in cui confluiranno alcuni dei suoi colleghi, mentre per gli altri… e la misteriosa scomparsa di sua sorella Birgitta che, dopo averle inviato una serie di messaggi inquietanti, è svanita nel nulla lasciando a casa il marito malato e la figlia di pochi anni.

Grazie alla triangolazione dei segnali del cellulare tracciati dalla sua amica ispettrice Nina Hoffman, Annika inizia le indagini che la porteranno sulle tracce della sorella che sembra si nasconda nelle zone in cui sono vissute da bambine. Il ritorno in quei luoghi, l’affrontare l’odio che la madre non ha mai nascosto nei suoi confronti, la famiglia del suo ex fidanzato, il marito violento della sorella, porteranno una profonda crisi in Annika che, costretta ad affrontare i suoi dolori, le sue paure,  i suoi rimorsi, catarticamente si trasformerà in un’altra donna.

Le indagini delle due amiche si incroceranno quando Nina Hoffman, in Spagna alla ricerca delle prove di altri omicidi compiuti da Ivar Berglund, un efferato assassino in quel momento in custodia cautelare a Stoccolma, troverà una foto di Annika e Brigitta bambine in uno dei bunker dell’omicida.

Ma la velocità di azione della Hoffman non potrà nulla contro il destino a cui è andata incontro la Bengtzon che, da sola, dovrà affrontare l’alter ego del mostro e dei suoi raccapriccianti racconti.

Il finale sembra veramente essere la conclusione della storia della Annika Bengtzon che abbiamo imparato a conoscere in questi anni: questa volta lei è dall’altra parte “della penna”, rilascia un’intervista su quanto accaduto e accadrà e che annuncia di lasciare il lavoro perché in attesa di un figlio…

Ci abbandonerà così…?

data di pubblicazione: 10/04/2017

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