Chrys, angosciata dai sensi di colpa per la tragica morte del padre, si trasferisce in una nuova città a casa del cugino Rel. Entrambi frequentano lo stesso istituto essendo coetanei. Il primo giorno di scuola la ragazza trova nel suo armadietto uno strano oggetto. Si tratta di un antico fischietto azteco che se usato evoca la morte di coloro che ne hanno udito il suono. Durante una festa tra compagni, qualcuno per sfida commette l’errore di suonarlo senza sapere che così ha deliberato la fine di tutti i presenti…
Corin Hardy sembra si sia specializzato nei film horror soprattutto dopo il successo di The Nun, film del 2018, spin-off appartenente alla saga The Conjuring. Le vicende riguardano un gruppo di liceali alle prese con un oggetto misterioso di cui sconoscono all’inizio gli effetti distruttivi. Si nota un plot per diversi aspetti scontato e in verità utilizzato in decine di film dello stesso genere. Ci si chiede allora quale sia il vero motivo che abbia spinto il regista a realizzarlo. Sicuramente l’idea di dimostrare quanto sia fragile la nuova generazione degli adolescenti di oggi, con le loro dipendenze e le loro irrisolutezze. Nel film troviamo infatti un gruppo di compagni di scuola che vivono nel quotidiano i propri conflitti.
Loro malgrado si troveranno uniti ad affrontare la morte che li fagociterà uno alla volta dopo essere stata evocata. Nella realtà l’oggetto misterioso esiste veramente e si tratta di un feticcio azteco utilizzato nei riti tribali per accompagnare le anime nell’aldilà. In questo intreccio alquanto complicato ci sarà spazio per evidenziare tensioni e gelosie, conflitti e coalizioni. Persino una piccola lovestory tra la protagonista Chrys (Dafne Keen) e la sua compagna Ellie (Sophie Nélisse). Il tutto condito dai soliti effetti speciali che accompagnano la comparsa della morte attraverso eventi sempre più catastrofici e sanguinari. Si ricalca quindi uno schema già noto che riguarda un gruppo di perseguitati che cercheranno in tutti i modi di rimanere in vita.
Secondo Hardy il terrore della morte è un’espediente per dimostrare quanto siano vulnerabili i giovani di oggi e quanto gli sia difficile affrontare la vita. Un film pretenzioso che di fatto non riesce in pieno a trasmettere un reale messaggio e che lascerà tiepidi gli amanti dell’horror. In conclusione risulta che il regista questa volta non abbia colpito nel segno, realizzando un film piatto e poco originale. Nel complesso tutto risulta deludente e lascia lo spettatore con un senso di “già visto”, senza alcun impatto emotivo. Positive le recensioni negli Stati Uniti, tuttavia resta da vedere come il film verrà accolto dal pubblico italiano e se riuscirà a catturarne l’attenzione.
data di pubblicazione:18/02/2026
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