Parigi. J. Foster è una rinomata psichiatra. La routine l’ha resa indifferente. La morte di una paziente (V. Efira) la sconvolge emotivamente e si convince che si tratti di un omicidio. Indagherà con l’aiuto del suo ex marito D. Auteuil…
Presentato fuori concorso a Cannes ’25 Vita Privata ha un Cast stellare: J. Foster ed il top del cinema d’Oltralpe. La Zlotowski prova a giocare con i cliché e a fondere più generi: il Poliziesco, il Thriller Psicanalitico, il Dramma Familiare, l’Analisi Psicologica e la Commedia. È palese il riferimento al W. Allen di Misteriosa morte a Manhattan. Riproporre l’Allen dei tempi migliori si rivela però un obiettivo un po’ troppo ambizioso.
La regista rimescola i vari elementi ma la fusione dei generi non funziona perfettamente, non c’è l’amalgama. Il film pur visualmente accurato non riesce ad essere né palpitante né profondo né divertente e la narrazione si sfilaccia fin dai primi minuti senza mai trovare il giusto equilibrio fra psicodramma, indagine poliziesca e commedia leggera. Oscilla così fra il serio ed il grottesco, fra commedia e polar intimistico.
Peccato! Eppure l’idea iniziale, seppure non nuova, era interessante: il dietro le quinte di una psichiatra imperturbabile ma tormentata dai suoi fantasmi che perde il controllo di sé e si lancia in un’indagine poliziesca. Un’idea promettente che lasciava spazio a tanti sviluppi ed alla possibilità di utilizzare la bravura della Foster per disegnare il ritratto di una donna moderna presa fra determinazione, fragilità, desideri repressi e ricerca di sé. La Zlotowski ha invece ritenuto di sperimentare un approccio nuovo. Il tentativo non è però molto ben riuscito perché la regista ha puntato troppo, senza averne Capacità e Tempi, sul divertimento facile.
Gli attori fanno quel che possono, la Foster brava come sempre, regge il film ed i suoi duetti con Auteuil ci regalano anche momenti di buona recitazione. Non basta! Il vero punto di caduta è la sceneggiatura. Troppo contorta va a ruota libera e non sviluppa fino in fondo nessuno dei troppi temi proposti. Ben presto logica e coerenza vengono meno. Il ritmo è quindi incostante, manca la tensione ed i dialoghi (incredibile per un film francese) sono talora risibili.
Vita Privata è un film atipico che si perde nella sua originalità. Troppo sperimentale, privo di linearità logica e smarrito in troppe sotto storie e in effetti visivi onirici inutili, non lascia nessun segno incisivo. Da un punto di vista commerciale potrà certo avere anche un suo qualche spazio grazie all’appeal del buon Cast, ma resta ad esser sinceri, un prodotto che troverebbe la sua più giusta collocazione direttamente su una Piattaforma Televisiva.
data di pubblicazione:10/12/2025
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