drammaturgia e regia Eugenio Barba, Lorenzo Gleijeses, Julia Varley
(Teatro Greco – Roma, 8/12 ottobre 2025)
Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa inaugura la stagione di prosa di un nuovo palcoscenico romano, il Teatro della città di Roma – Teatro d’Italia, per la conduzione della United Artist di Roberta Lucca. Gli spettacoli saranno ospitati al Teatro Greco, storica sala dedicata alla danza nel quartiere Salario fondata da Renato Greco e Maria Teresa Del Medico. La programmazione promette alta qualità e fruizione, con un cartellone ricco di grandi protagonisti del teatro italiano. La proposta spazia dai classici intramontabili alle nuove sperimentazioni teatrali italiane ed europee. Tra i nomi in evidenza Lorenzo Gleijeses, che porta in scena il personaggio di Gregorio Samsa, un artista della danza alla ricerca della perfezione, incastrato in un mondo di incomunicabilità e ossessioni.
Lo spettacolo di Lorenzo Gleijeses e Mirto Baliani nasce da un lungo e articolato lavoro avviato diversi anni fa a Hostelbro, in Danimarca. La regia porta la firma di Eugenio Barba, figura emblematica del teatro internazionale del Novecento, ancora oggi attivo e influente. Con lui, che per la prima volta dirige al di fuori dell’Odin Teatret (la celebre compagnia multiculturale fondata negli anni Sessanta) hanno lavorato alla regia lo stesso Lorenzo e Julia Varley.
Proprio a Barba il Teatro della Città di Roma dedica il mese di ottobre con una serie di incontri, workshop, masterclass e spettacoli per celebrare l’ottantanovesimo compleanno del maestro (programma completo su Odin Teatret in Rome – Eugenio Barba 89 (8-26 Oct.) – Home).
Gregorio Samsa, il cui nome evoca chiaramente il protagonista della Metamorfosi di Kafka alla cui figura il lavoro si ispira, è un danzatore quarantenne impegnato nelle intense prove di uno spettacolo prossimo al debutto. Nella sala prove, dove senza sosta ripete la coreografia sotto lo sguardo esigente di un maestro scrupoloso (la voce fuoricampo è dello stesso Barba), fino all’appartamento in cui vive, la danza non conosce tregua. Si insinua e domina ogni gesto e movimento, anche quelli più semplici della vita quotidiana. I movimenti di scena sono curati da Manolo Muoio.
Volontariamente immerso e ossessionato dal suo universo creativo, vive come isolato dal resto del mondo e delle relazioni. La comunicazione con gli affetti più prossimi avviene tramite un cellulare. In teoria uno strumento che dovrebbe infrangere una certa barriera comunicativa ma che invece lo isola ancora di più. Dal padre, anche lui artista, che esercita su di lui una contorta dipendenza vissuta con evidente timore; dalla fidanzata, che lamenta esasperata la distanza emotiva del loro rapporto; e perfino dalla psicologa, con cui continua un intenso percorso terapeutico volto all’autoanalisi e a una ricerca che lo inquieta profondamente. Anche in questo caso, analogamente a quanto accade con il maestro coreografo, l’utilizzo delle voci fuoricampo – di Geppy Gleijeses, Maria Alberta Navello e Julia Varley – accentua la separazione che il personaggio ha dal resto del mondo.
Lorenzo Gleijeses è pura energia pulsante, vitalità e tormento. Questo spettacolo è una prova di resistenza incredibile che richiede un immenso sforzo sia mentale che fisico, ma anche capacità di dialogo con la materia sonora e luminosa di cui è composto. Un ottimo lavoro per iniziare il percorso del neonato palcoscenico della capitale. Buona stagione.
data di pubblicazione:11/10/2025
Il nostro voto: 






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