UN BEL GIORNO di Fabio De Luigi, 2026

(Foto tratta da cartella stampa)

Un Bel Giorno, il quarto film di Fabio De Luigi dietro la macchina da presa, si inserisce con coerenza nel suo percorso, scegliendo la commedia familiare per raccontare qualcosa di più universale, ossia il timore, molto umano, di rimettersi in gioco quando la vita sembra già definita.

Il protagonista Tommaso (Fabio De Luigi) è un vedovo che ha cresciuto da solo quattro figlie, costruendo attorno a loro una routine tanto solida quanto soffocante, che ha finito per azzerare la sua dimensione personale. L’incontro con Lara (Virginia Raffaele), donna altrettanto complessa e segnata da responsabilità familiari, introduce un elemento di scompiglio narrativo che il film sviluppa attraverso una dinamica fatta di omissioni, paure e fraintendimenti. Non si tratta però della classica rom-com fondata sull’equivoco fine a sé stesso, qui il non detto diventa essenzialmente metafora di una difficolta più profonda, ossia quella di conciliare identità individuale e ruolo genitoriale.

Dal punto di vista della scrittura, firmata dallo stesso De Luigi con Furio Andreotti e Giulia Calenda, il film lavora su un delicato equilibrio tra leggerezza e sentimento, ed il risultato è una sorta di favola sulla famiglia allargata, quasi un topos del cinema italiano contemporaneo, trattato però in maniera gentile, quasi addomesticata, perdendo forse l’occasione di arrivare ad una comicità davvero attinente al reale. Il film infatti funziona sul piano dell’atmosfera, ma non altrettanto su quello dell’incisività della satira o del tono graffiante. Una scelta precisa certamente, che però segna anche uno dei limiti della pellicola.

Sul piano attoriale De Luigi rimane fedele al suo registro con un’interpretazione trattenuta e tempi comici misurati. Virginia Raffaele è più brillante e bilancia il racconto con una maggiore elasticità espressiva. Il cast corale, comprensivo dei giovani interpreti, è in complesso buono.

La regia non cerca soluzioni ardite, lasciando spazio agli attori ed alle situazioni, così come la colonna sonora, che accompagna senza invadere.

In definitiva, quindi, siamo di fronte ad un’opera con dei limiti ma comunque piacevole, onesta, che non pretende di sorprendere ad ogni costo ma che prova con discrezione a parlare di sentimenti.

data di pubblicazione:04/03/2026


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