Ti Uccideranno, diretto da Kirill Sokolov, si inserisce con decisione nel filone ibrido tra horror, azione e black comedy. Siamo di fronte ad un’esperienza eccessiva, quasi programmaticamente sopra le righe. La storia – una donna che accetta un lavoro in un grattacielo newyorkese, salvo scoprire di essere intrappolata in un sistema dominato da un culto satanico – è costruita su un impianto narrativo semplice ma funzionale, che privilegia il ritmo e la tensione più che la complessità psicologica.
Sicuramente si tratta di un’opera energica, visivamente anarchica, ipercinetica, fatta di esplosioni di violenza coreografata che richiamano esplicitamente Kill Bill e un certo filone horror splatter anni ’80. Ma, allo stesso tempo, non riesce sempre a trovare un equilibrio tra citazione e identità autonoma. Anche l’impianto è molto simile ad altri film dello stesso genere, a partire da Finchè Morte Non Ci Separi, il cui secondo capitolo è in uscita proprio in questi giorni.
Quindi siamo, da una parte, di fronte ad un film “folle” e travolgente, capace di abbracciare fino in fondo la propria natura pulp e di trasformarla in puro intrattenimento, ma al contempo un po’ ripetitivo nei suoi meccanismi, più una sequenza di set-piece spettacolari, che una storia ben raccontata. Anche dal punto di vista estetico punta su un linguaggio visivo aggressivo che contribuisce, però, a rendere la pellicola un’esperienza più sensoriale che narrativa, dove la spettacolarità rischia talvolta di sostituire la costruzione della tensione.
Sul piano attoriale, la performance di Zazie Beetz è il vero fulcro del film. La protagonista riesce a reggere quasi interamente il peso dell’azione, imponendo una presenza fisica e carismatica che trasforma il personaggio in una figura quasi iconica, più vicina all’eroina action di Ballerina che alla classica final girl dell’horror. Anche il cast di supporto, da Patricia Arquette a Tom Felton, contribuisce a restituire un universo volutamente sopra le righe, anche se spesso resta sullo sfondo rispetto all’energia centrale della protagonista.
In definitiva, Ti Uccideranno è un prodotto consapevolmente estremo, che funziona quando accetta la sua natura di intrattenimento visivo e meno quando tenta di strutturarsi come racconto compiuto. Non è un horror raffinato, né particolarmente innovativo, ma un’opera che trova la sua ragion d’essere nell’eccesso, nella velocità e nella performance della Beetz. Un film che, comunque, non può lasciare indifferenti.






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