SPRINGSTEEN: LIBERAMI DAL NULLA di Scott Cooper, 2025

(Foto privata)

La pellicola segue la realizzazione dell’album Nebraska, inciso da Bruce Springsteen nel 1982 con un registratore a quattro piste nella camera da letto della sua casa in affitto a Colts Neck nel New Jersey. In seguito al successo di The River, i discografici si aspettavano che Springsteen realizzasse Born in the USA, album destinato al sicuro successo e alla sua definitiva consacrazione come rockstar. Invece Bruce, caparbiamente, se ne uscì con un album composto da canzoni cupe e raggelanti, un album che aveva composto unicamente per sé.

Il film di Cooper, amico, regista e sceneggiatore, parte dall’omonimo libro di Warren Zanes del 2023, e deve molto allo stesso Springsteen che si è fatto intervistare prima e ha poi personalmente partecipato a molte scelte della produzione, in primis l’attore che lo ha impersonato. A tale proposito, va subito segnalata la bravura di Jeremy Allen White, quasi perfetto nella postura fisica, ma soprattutto nell’interpretare con forza e credibilità alcuni brani del nostro. Non è giusto cercare confronti o paragoni con attori di casa nostra, ma non deve essere sottaciuta la performance di Allen white, oggi, un quasi perfetto Springsteen, come ieri fu quella di Timothèe Chalamet nel ruolo di Dylan. Bravi non solo come attori, ma professionali al punto da “avvicinare” sensibilmente le loro voci a quelle di straordinari artisti.

Più di quarant’anni sono passati da Nebraska, che non fu certamente l’album più venduto del Boss, ma ancora oggi è considerato il disco che più lo rappresenta. Un’opera – e il film ben lo delinea – in grado di far comprendere appieno la sua carriera di artista, ma anche di uomo problematico alla continua ricerca di sé stesso. Quando produttore e discografici preannunciavano un futuro digitale, Bruce, con pochissimi fidati complici, pensa e scrive un capolavoro realizzato con mezzi obsoleti, vicino a istanze sociali, inquieto come lo stato d’animo degli USA a quel tempo. Di estrazione popolare, padre alcolizzato e depresso, guidatore di camion, Bruce evolve musicalmente e culturalmente. Legge autori importati: Steinbeck, Faulkner, Keruac, Flannery O’Connor. Ascolta Woody Guthrie e s’innamora del film di Terence Malick, Badlands (La Rabbia Giovane). Tutto questo e altro si ritrova in Nebraska e nella narrazione del riuscito film di Cooper. Puntuali nella caratterizzazione dei personaggi tutti gli attori: Jeremy Strong, nel ruolo dello storico manager e mentore Jon Landau; Paul Walter Hauser, nei panni del tecnico di chitarre Mike Batlan; Odessa Young, la fidanzata Faye; e Stephen Graham, il padre Doug. Come di consueto perfetta la ricostruzione degli anni in cui la storia si dipana. Della colonna sonora, inutile parlarne, comunque ai massimi livelli.

data di pubblicazione:22/10/2025


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