SLEEPING DOGS di Adam Cooper, 2025 – Prime Video

(Foto privata della locandina ufficiale)

Russell Crowe è un ex detective congedato anzitempo per ubriachezza. Affetto da incipiente Alzheimer è sottoposto a cure sperimentali. Si trova a dover riesaminare, o meglio, vista la perdita di memoria, a esaminare ex novo un caso di omicidio di dieci anni prima, il cui responsabile sta per essere giustiziato…

In attesa che dopo Venezia, a settembre riparta la stagione cinematografica, Sleeping Dogs appena uscito su Prime offre l’opportunità di tornare ad apprezzare R. Crowe in un ruolo finalmente eccellente e di scoprire un più che discreto poliziesco che si riallaccia ai piccoli buoni noir duri e puri di una volta. Film che pur non puntando all’eccellenza hanno sempre il merito di essere ben costruiti, ben interpretati e ottenere il risultato di far passare dei buoni momenti di cinema agli appassionati del Genere.

Sleeping Dogs, prima regia di Cooper finora solo apprezzato sceneggiatore, è un thriller psicologico teso, cupo e intrigante costruito tutto sulle atmosfere, le incertezze, le ambiguità e la confusione mentale del protagonista. Tormentato dalla malattia e dall’ansia di riesaminare il vecchio omicidio, mano a mano che rivede i fatti e recupera frammenti di memoria inizierà ad avere sempre meno certezze sulle conclusioni cui era giunto dieci anni prima. Dunque non un film d’azione ma un poliziesco mentale, un thriller introspettivo ma accattivante, attraversato da dubbi, false piste, ripensamenti e da una sottile, inquietante domanda sotterranea: l’errore, se c’è stato, è nelle indagini o solo nella memoria di chi ha risolto il caso? Un vero tuffo nei meandri della memoria vacillante e dei traumi subiti. Una dimensione insolita che, pur con le debite differenze, ricorda subito Memento di C. Nolan.

Il neo regista, supportato da una discreta sceneggiatura si interroga sul rapporto fra memoria e reale e gioca sulle incertezze, sui frammenti di verità con una messa in scena volutamente crepuscolare. La narrazione è lineare con un uso, forse eccessivo, di flashback e con qualche svolta narrativa di troppo. Il ritmo resta però sempre vivace e la tensione narrativa è costante fino al finale in cui le tessere del puzzle si ricompongono. Il vero punto di forza del film è certamente la buona performance di Crowe. Impressionante nella sua mole fisica gioca con gli sguardi ed esprime fragilità contenuta ed oscillante fra lucidità, ingenuità e confusione. L’attore dà vera profondità emotiva a tutta la storia. Gli fanno da buon contrappunto gli altri coprotagonisti.

Sleeping Dogs, pur con qualche incoerenza narrativa è dunque un thriller più che discreto, ben confezionato e intrigante. Il bravo Crowe offre poi un motivo in più per godersi il film fino alla fine.

data di pubblicazione:29/08/2025


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