RE-CREATION di Jim Sheridan e David Merriman, 2025

21 Ott 2025 | Accredito Cinema, Festival

(Immagine privata)

(20ª FESTA del CINEMA di ROMA 2025)

Il film ricalca perfettamente la trama de La Parola ai Giurati, ma se nel capolavoro di Lumet, del 1957, il tema era l’etica del dubbio, il coraggio solitario di chi si oppone al verdetto unanime, qui l’oggetto del contendere è la fragilità stessa della verità. Sheridan e Merriman non si limitano a fare un remake ma lo aggiornano rifiutando la linearità moralista dell’antecedente. Ogni giurato diventa portavoce di un sistema di credenze, religiose, politiche o emotive, aggiungendo sfumature psicologiche.

L’elemento innovativo è che questa volta si mette in scena un processo “immaginario” ispirato al noto caso irlandese dell’omicidio di Sophie Toscan du Plantier, per cui Ian Bailey è stato condannato in Francia in assenza, ma mai processato in Irlanda. Per il resto il meccanismo è lo stesso: dodici giurati chiusi in deliberazione, di cui inizialmente undici pro-colpevolezza e uno dissenziente che dà vita al dibattito. Anche qui l’ambiente è contenuto, quasi claustrofobico, la regia pulita, senza colpi di scena spettacolari. La macchina da presa si muove con delicatezza fra i personaggi, fermandosi su mani che tremano o su occhi che scrutano, dando peso visivo alle micro espressioni.

Sicuramente il risultato è meno perfetto, ma più inquieto, più vivo. Non ci interessa solo chi ha ragione e chi ha torto, ma come la mente delle persone costruisce la verità. In più il dramma viene aggiornato con tematiche attuali come la corruzione della polizia e la manipolazione dell’opinione pubblica. Il montaggio alterna silenzi pesanti a picchi di discussione, con piccoli stacchi che mostrano flash di memoria o documenti processuali, mantenendo in generale un buon ritmo.

Dal punto di vista recitativo, l’interpretazione corale degli interpreti, da Vicky Krieps a Colm Maney, è molto equilibrata, ogni giurato porta con sé il peso della propria vita, ogni discussione ha una scansione precisa, anche se la deliberazione, da copione, sembra infinita.

Certo per chi ha visto La parola ai giurati la sensazione è quella di un dejà vu, in ogni meccanismo, in ogni snodo, fino al finale, l’esperienza potrebbe risultare ridondante, ma comunque godibile.

data di pubblicazione:21/10/2025








0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ricerca per Autore:



Share This