Ventidue anni dopo il film del 2003, Nisha Ganatra dirige un sequel all’altezza del primo episodio, che non si limita a rinnovare la commedia del doppio scambio, ma ne ridefinisce la portata narrando un intricato scambio generazionale a quattro e aggiungendo profondità alla dinamica familiare originale.
Jamie Lee Curtis, in forma smagliante, riaccende il suo ruolo di Tess con una performance di livello, espansiva e liberatoria, una nonna podcaster che riscopre se stessa nell’esuberanza di un corpo adolescente, e lo fa con ironia e consapevolezza. Lindsay Loan, tornata nei panni di Anna, musicista, manager e mamma single, porta con sé un’umile trasformazione: convive con un passato da teen star e con una nuova maturità che talvolta fatica ad emergere con sicurezza.
Le giovani Harper (Julia Butters) e Lily (Sophia Hammons) incarnano, invece, l’anima nuova del racconto, ma se la prima dimostra una verità emotiva profonda, la seconda è troppo spesso relegata a gag di contorno e spreca un po’ la potenzialità del personaggio.
Il film si intesse sulla nostalgia del primo originale in maniera ben dosata, omaggiandolo senza comunque indulgere nel fan service, una scelta che gli garantisce freschezza ed appeal anche per le nuove generazioni e non solo per i fan di lunga data. La cosa che emerge con forza è che lo scambio dei corpi non è solo una trovata comica, ma un modo per vedere la vita dal punto di vista dell’età dell’altro, una svolta narrativa che permette di esplorare l’empatia tra madri e figlie, nonne e bambine, con relativa profondità drammatica.
Questa ambizione, però, è a volte tradita da un impianto scenico sovraccarico: le sottotrame si accumulano, le gag diventano ridondanti, con una regia dall’estetica troppo piatta e poco definita.
Nonostante qualche sbavatura, il film funziona meglio nella seconda metà, dove il dispositivo dello swap generà sinceri momenti di umanità, specialmente tra Anna ed Harper, il che restituisce alla saga il suo cuore più autentico.
Il difetto principale? Quando il film tenta di essere troppo generazionale finisce per disperdere la sua coerenza interna. È un sequel “di cuore”, non troppo raffinato, ma capace di offrire un ponte tra vecchi fan e nuovi spettatori.
data di pubblicazione: 07/08/2025
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